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Statistiche meteorologiche 2018 : DICEMBRE '17

Il mese di dicembre iniziava col “botto”. Infatti, a differenza dell’anno precedente,  il “generale inverno” con le sue truppe fredde raggiungeva il bacino del Mediterraneo e avviava in grande stile la stagione meteorologica.

La cartina cromatica mostra la discesa di un nucleo di aria artica verso il bacino del Mediterraneo.Infatti, al di là dell’allegoria, l’alta pressione delle Azzorre spostava i suoi massimi verso l’Europa settentrionale e, come conseguenza, l’aria fredda artica scendeva verso il bacino del Mediterraneo, come un fiume in piena, dello spessore dell’oceano Atlantico. Le temperature registravano un deciso crollo  (minime costantemente sotto lo zero ed estese brinate notturne) e la prima neve imbiancava le pianure del Piemonte e dell’Emilia Romagna.

Seguiva una breve parentesi anticiclonica caratterizzata da cielo sereno, ma i raggi solari non riuscivano a mitigare le rigide temperature notturne, responsabili di intense brinate, con conseguente inversione termica e accumulo di sostanze inquinanti nelle grandi città.
Si è aperta una fase meteo molto interessante e coinvolgente – diceva il meteorologo . La nostra Penisola diverrà nei prossimi giorni meta della grandi depressioni fredde del nord Europa che invieranno impulsi freddi e perturbazioni in serie, capaci di favorire nuove precipitazioni e soprattutto nevicate a quote basse”.

L’alta pressione delle Azzorre che aveva garantito tempo stabile e soleggiato su gran parte del territorio nazionale, giovedì 7 dicembre lasciava spazio ad una nuova irruzione fredda (la seconda della stagione) che interessava la Penisola durante il ponte dell’Immacolata, innescando una nuova fase di tempo instabile, con nevicate su tutto l’Appennino centro-settentrionale e locali rovesci di pioggia al centro-sud
Le temperature subivano una nuova diminuzione e la seconda domenica del mese risultava grigia e gelida.

Immagine satellitare che ritrae la perturbazione atlantica in arrivo sull'Europa
Una fase decisamente perturbata, con abbondanti nevicate su tutto l’arco Alpino e fino a quote collinari   si registrava all’inizio della seconda settimana (11 dicembre). Infatti, nel giro di 48 ore, due intense perturbazioni atlantiche, si muovevano da ovest verso est, richiamando correnti umide e miti meridionali. La presenza di aria fredda al suolo favoriva nevicate in pianura su Piemonte e Lombardia, mentre piogge diffuse e localmente intense (in Emilia Romagna il fiume Enza rompeva gli argini allagando la frazione di Brescello, mentre nel Modenese tracimava il fiume Secchia e a Colorno il torrente Parma), interessavano tutto il versante Tirrenico, dalla Liguria (dove si registravano raffiche di vento fino a 165 km/h), fino alla Campania e Calabria.  (Ecco alcune foto di cronaca che documentavano gli allagamenti a Brescello in Emilia Romagna).





allagamenti a Brescello allagamenti a Brescello allagamenti a Brescello allagamenti a Brescello



Non c'è che dire – diceva il meteorologo -  dicembre è iniziato con il botto; dopo le nevicate che nella giornata di sabato hanno interessato diverse zone del centro Italia, (Umbria e Marche) domenica è stata la volta del nord Italia con Aosta imbiancata da oltre 60 cm di neve ma con la neve che si è vista su diverse zone di pianura di Piemonte e Lombardia”.

Seguiva una breve pausa anticiclonica con un rialzo termico che portava le temperature a superare i valori medi del periodo, per qualche giorno. Alle condizioni di stabilità atmosferica si associava, però, la comparsa di nebbia nelle valli del nord e un’accentuazione dell’inversione termica con accumulo di inquinanti nei  grandi centri urbani.

Cartina cromatica che mostra l'irruzione di aria artica polare nel bacino del Mediterraneo

Nel terzo weekend del mese si registrava la discesa di un nuovo nucleo di aria fredda artica. Mentre le regioni nord-ovest restavano sottovento e registravano solo venti di foehn, le regioni centro-meridionali e la fascia adriatica erano interessate da instabilità diffusa e precipitazioni a carattere nevoso (dai 500m dell’appennino settentrionale agli 800m di quello centrale e 1200m di quello meridionale),   fino ai primi giorni della settimana successiva, a seguito di una nuova diminuzione delle temperature e della circolazione che ruotava da nord-est per l’espansione verso il nord Europa dell’anticiclone delle Azzorre.







Cartina cromatica che mostra la situazione anticiclonica al suolo nel giorno di Natale 2017

Dopo la terza fase fredda, come anticipato dalle carte meteo, seguiva una graduale espansione verso l’Europa centrale dell’anticiclone delle Azzorre che sbarrava la strada sia alle perturbazioni atlantiche che alle correnti fredde di origine artica. La fase di stabilità atmosferica favoriva giornate limpide e soleggiate (a parte le nebbie serali e/o mattutine sulle zone pianeggianti del nord), temperature minime negative notturne e un aumento delle massime (con valori massimi intorno ai 10°C). In tale contesto, come accadeva lo scorso anno, le giornate di Natale e S. Stefano registravano un clima insolitamente mite per la stagione.






La cartina cromatica mostra la mappa delle precipitazioni sull'Italia per il giorno 27 dicembre.

L’ultima irruzione fredda si registrava il giorno 27 con l’arrivo di un’intensa perturbazione spinta da una vasta depressione atlantica. Essa assicurava copiose precipitazioni (acqua mista a neve in pianura) e abbondanti nevicate in montagna (50 cm a Campo dei Fiori - VA): una “boccata di ossigeno” per le nostre montagne “dissanguate” dal riscaldamento globale..

L’anno solare si chiudeva  all’insegna di una nuova fase stabile assicurata da un promontorio anticiclonico Azzorriano. Un  anno caratterizzato da scarse precipitazioni e temperature oltre le medie del periodo per l’azione dominante dell’anticiclone sub tropicale che ha avuto il comando delle operazioni in ambito Mediterraneo, impedendo alle perturbazioni atlantiche di favorire l’arrivo delle precipitazioni.




Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
11 12 8 37,2 34,0 +3,2% 109,0 82,3 82,2 6,5 6,3 2
DICEMBRE '17 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2017 al 31.12.2017 = +26,7 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
2,50 3,25 -0,75 2,7 13,2 5 19,0 2016 -5,8 20 -11,2 2009