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Statistiche meteorologiche 2017 : OTTOBRE

Il mese di ottobre iniziava all’insegna della stabilità atmosferica su gran parte della Penisola per l’espansione dell’anticiclone delle Azzorre verso il bacino occidentale del Mediterraneo. Correnti secche settentrionali assicuravano giornate soleggiate su gran parte delle regioni, mentre la  fascia alpina era marginalmente interessata dal passaggio di perturbazioni atlantiche sull’Europa centrale.

cartina cromatica del vortice depressionario in discesa verso la Penisola
Sul finire della prima settimana, una bassa pressione in evoluzione sull’Europa settentrionale, scendeva di latitudine raggiungendo la barriera alpina, con piogge e nevicate oltre confine, mentre  venti secchi di Föhn spazzavano la Pianura Padana. Nel corso del weekend scendeva lungo la Penisola generando deboli precipitazioni al centro-sud e favorendo un buon rimescolamento dell’aria. Il fenomeno più rilevante era una generale diminuzione delle temperature minime (4°C la minima registrata il giorno 7), con valori medi che scendevano fino a 2°C al di sotto di quelli stagionali.

Nel corso della seconda settimana il cuneo anticiclonico Azzorriano si consolidava e le perturbazioni atlantiche scorrevano a nord dell’arco Alpino. In tale contesto, si accentuava al carenza annuale di precipitazioni (-450 mm/mq).
Autunno solo sulla carta e a medio termine nuova rimonta anticiclonica. – scriveva il meteorologo -  L'autunno, quello vero, quello delle precipitazioni, quello delle prime nevicate in quota è ancora molto, ma molto lontano dalla nostra Penisola. ​L'affondo, relativamente freddo, di venerdì scorso, è stato del tutto temporaneo, il classico ago in un pagliaio.​ Già dalla giornata di domenica avremo il ritorno dell'alta pressione che si farà sempre più robusto fino ad arrivare al 11-12 ottobre, quando tutto il bacino del Mediterraneo sarà controllato dal "mostro" anticiclonico.​ Una gran brutta notizia, veramente una pessima situazione per la nostra Penisola sempre in emergenza idrica (Sardegna e versante e Tirrenico in primis)”


cartina cromatica che mostra l'espansione verso nord dell'anticiclone sub-tropicale
Nei giorni successivi il campo anticiclonico esteso sul bacino occidentale del Mediterraneo e gran parte dell’Europa centrale,si consolidava. Le correnti calde in risalita dal Marocco,  davano vita ad una vera e propria “ottobrata” che si sarebbe prolungata fino alla fine della seconda decade, raggiungendo il suo apice nel secondo weekend.  Il tempo stabile e soleggiato, insolitamente mite per la stagione, favoriva una progressiva rimonta delle temperature che, in alcune località della fascia tirrenica e al Sud, toccavano picchi di 26/27 gradi, mentre si attestavano sui 23/24°C sul resto dell’Italia (praticamente valori da inizio estate).
Nel contempo, si accentuava la siccità per gran parte delle regioni a causa della prolungata assenza di precipitazioni. Inoltre, la stagnazione atmosferica impediva il rimescolamento dell’aria, comparivano le prime nebbie al mattino nelle valli del centro-nord e si accentuava l’accumulo di inquinanti e polveri sottili nei bassi strati atmosferici delle grandi città della Pianura Padana, tanto che diverse Amministrazioni imponevano limitazioni al traffico cittadino e ritardavano l’accensione degli impianti di riscaldamento.
La fase di tarda estate proseguiva nei giorni seguenti con valori medi di temperatura che superavano di 2,5°C  le medie del periodo, tanto da far rifiorire le camelie, rallentando l’ingiallimento e la spogliazione delle caducifoglieie.

immagine cromatica-isobarica che mostra l'avvicinamento di un nucleo depressionario alla catena alpina
Andavano deluse anche le previsioni che ipotizzavano un significativo cambiamento all’inizio della terza decade. Infatti, l’eroica perturbazione atlantica che giovedì 20 riusciva ad entrare nel bacino occidentale del Mediterraneo, produceva locali rovesci solo in Sardegna e Sicilia, allontanadosi ben presto verso la Tunisia. Sicchè, la miccia ideale per riportare le piogge autunnali sulle nostre regioni si dimostrava ancora una falsa partenza.

Ad oltre un mese (15 settembre) dall’ultimo fenomeno piovoso, una qualche variabilità si registrava nel corso del quarto weekend, quando una nuova perturbazione atlantica, in transito sull’Europa centrale, interessava la fascia alpina e le regioni di nord-est, per poi scendere lungo l'Adriatico e al sud della Penisola, dove si registravano significativi fenomeni a carattere sparso.
Sulle restanti regioni, grazie alla ventilazione settentrionale, all’inizio dell’ultima settimana si registravano condizioni di bel tempo con temperature in diminuzione nei valori minimi, ma soprattutto una qualità dell'aria sensibilmente migliore rispetto ai giorni precedenti.

Purtroppo, il miglioramento aveva vita breve. Infatti, dal mercoledì successivo tornava in campo l'alta pressione sub-tropicale che favoriva il ritorno delle nebbie nella valli del nord, oltre ad un nuovo aumento delle sostanze inquinanti nei grandi centri urbani.

cartina cromatica che mostra la discesa del nucleo freddo lungo la fascia adriatica e i Balcani
L’alta pressione garantiva stabilità atmosferica e stagnazione dell’aria fino a sabato 28/11. Infatti, grazie al lavorio delle depressioni sul nord Europa, nel corso dell’ultima domenica del mese una corrente di aria fredda di estrazione polare scendeva di latitudine erodendo il fianco orientale del muro anticiclonico, che migrava verso la Spagna. Il nucleo freddo si dirigeva verso i Balcani e interessava marginalmente l’estremo nord-est e la fascia Adriatica.  
Ma il sensibile calo termico, non era accompagnato dalle precipitazioni autunnali (solo qualche rovescio a carattere sparso lungo il versante adriatico meridionale) e si accentuava ulteriormente la grave siccità per la prolungata assenza di precipitazioni (-560 mm/mq la carenza annuale e -85% quella stagionale).
La Pianura Padana era spazzata da intense raffiche di Föhn che favorivano l’abbattimento delle sostanze inquinanti nei grossi centri urbani (a Torino, nei giorni precedenti i valori di PM10 avevano superato di gran lunga i minimi consentiti dalla legge), ma rinvigorivano decine di incendi sulle Prealpi Piemontesi e Lombarde (in Val di Susa veniva chiusa l’autostrada del Frejus, nel Parco del Gran Paradiso andavano in fumo circa 600 ha e a Varese bruciava il Campo dei Fiori), che bruciavano ettari di boscaglia e richiedevano l’intervento di numerosi Canadair della protezione civile. Al di là delle Alpi, Germania (in particolare ad Amburgo), Polonia e Repubblica Ceca erano spazzate da violente raffiche di vento e intense precipitazioni che provocavano esondazioni, blackout elettrici, interruzioni della circolazione e vittime civili.  (Ecco come documentava la cronaca: incendi in Piemonte e a Varese; esondazioni ad Amburgo):

foto degli incendi in Piemonte foto degli incendi sul Campo dei Fiori a  Varese foto delle esondazioni ad Amburgo
   











Vanificando ancora una volta i modelli matematici, il mese si chiudeva  all’insegna di una nuova rimonta anticiclonica, stabilità atmosferica, temperature massime in aumento e assenza di precipitazioni.


Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Nebbia
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959-1983 gg. media dal 1980 diff.
19 8 4 47,3 33,6 +13,7% 1,7 173,7 183,1 4 6,1 -2,1
OTTOBRE '17 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2016 al 31.10.2017 = -570,7 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959- 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
14,06 13,20 +0,86 11,93 26,2 16 30,4 2011 3,4 29 -4,0 1997


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