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Statistiche meteorologiche 2017 : GIUGNO


Il mese di Giugno, che si dimostrerà essere stato uno dei più caldi degli ultimi trent’anni, iniziava all’insegna del bel tempo e temperature superiori alla media del periodo. Infatti, per la Festa della Repubblica, l’anticiclone nord-Africano, denominato dai media “Scipione”, si estendeva incontrastato sul bacino occidentale del Mediterraneo, raggiungendo l’Europa centrale. Ancora una volta, esso portava verso nord aria calda sahariana che incrementavano da 4 a 6°C le temperature medie stagionali. A causa della stabilità atmosferica e della scarsa ventilazione, l’incremento delle temperature si associava ad un crescente carico di umidità (fino a 44/60%) che innescava il fenomeno “afa”.

Una breve parentesi si registrava, per la fascia alpina e parte delle regioni settentrionali, tra lunedì 5 e martedì 6 per via del  passaggio di un fronte temporalesco atlantico che assicurava quasi 80 mm/mq di pioggia e, soprattutto, rinfrescava l’aria.

Cartina cromatica che mostra la prima ondata calda di matrice nord-AfricanaLa fase di benessere fisico si esauriva nel giro di 72 ore. Infatti, l’alta pressione riprendeva il comando delle operazioni, con mano pesante e da venerdì 9 si registrava un deciso aumento delle temperature con valori che raggiungevano gradualmente i 34/35°C su gran parte delle regioni.

"L'Africa ci lascerà una tregua, solo per il nord, nelle giornate di lunedì 5 e martedì 6 giugno - scriveva il meteorologo Buonaguidi - ma già da mercoledì 7 giugno, avremo un graduale rinforzo dell'anticiclone che ci farà piombare addosso una nuova ondata di calore che appare abbastanza intensa. Una situazione allarmante a livello idrico, una situazione non facile per le nostre terre. Una nuova fase, la cui durata non sarà meno di una settimana. Sappiamo, infatti, che il muro anticiclonico Africano, una volta penetrato in sede Mediterraneo, è difficilissimo da sbriciolare".

Nel contempo si faceva sempre più preoccupante l’emergenza siccità. Infatti dopo un inverno e primavera con scarse precipitazioni (-48% e -50%, dati CNR), la stagione estiva partiva col piede sbagliato. La situazione si faceva drammatica per i laghi e i fiumi. Il Po registrava una portata di -2,5 m sotto lo zero idrometrico, senza contare il progressivo assottigliamento dei ghiacciai e la perdita della preziosa risorsa idrica per l’irrigazione e i bisogni sociali.

A metà mese, un fronte temporalesco atlantico transitava a nord delle Alpi e alcuni fenomeni sconfinavano nel settore italiano interessando, in particolare, il Triveneto. Seguiva un nucleo di aria fresca che mitigava, seppur temporaneamente, le elevate temperature (di piena estate). Ma già dal giorno dopo, l’anticiclone nord-Africano riconsolidava la sua presenza sul mar Tirreno, incrementando il tasso di umidità in risalita dal Mediterraneo verso la Pianura Padana.

Sul finire della seconda decade, si registrava una modesta rinfrescata (più significativa lungo il versante adriatico), per lo scorrere verso sud di un nucleo di aria artica in discesa dalla Penisola Scandinava.

Cartina cromatica-isobarica che mostra la nuova espansione verso nord dell'anticiclone sub-tropicale

Da lunedì 19 giugno, riprendeva vigore l'alta pressione nord-Africana. Il “soffio caldo sahariano” raggiungeva il picco massimo giovedì 23 giugno con temperature che in Pianura Padana toccavano i 37/38°C. La nuova e lunga fase calda accentuava il fenomeno "afa" in area metropolitana con gravi disagi per bambini e anziani.


Non molto distante da noi, in Portogallo, un devastante incendio, provocato da un fulmine e alimentato dalle elevate temperature e raffiche di vento, inceneriva centinaia di ettari di bosco e provocava decine di vittime civili intrappolate nelle auto, mentre attraversavano l'area boschiva.Ecco alcune foto di cronaca:


Foto incendio boschivo in Portogallo Foto incendio boschivo in Portogallo Foto incendio boschivo in Portogallo

L'assenza di precipitazioni, sommata, come si diceva,  ad una carenza stagionale che si protraeva dal precedente autunno, bruciava diverse colture, riduceva  al lumicino la portata dei corsi d'acqua ( - 3 metri sotto lo zero idrometrico il livello del Po al Ponte della Becca), prosciugava i piccoli laghi e portava allo zero idrometrico il livello dei grandi (Verbano, Lago di Como e Lago di Garda).

"Sicuramente ci troviamo di fronte ad una pesante ondata di caldo che aggrava ulteriormente la situazione idrica del nostro Paese - scriveva il meteorologo - sicuramente riscontriamo diverse analogie con la famosa e odiata estate 2003 ma, a mio parere, non siamo ancora arrivati a battere quel record. Nella 2003, infatti, il caldo iniziò già, ad aprile per prolungarsi fin quasi ad ottobre ed, al momento, nessuno può dire cosa ci aspetta per i prossimi tre mesi".

Cartina delle precipitazioni sulle regioni settentrionali.


Grazie ad un temporaneo cedimento dell'alta pressione, domenica 25 giugno, un primo nucleo di aria fresca  riusciva a varcare le Alpi e scendere sulla Pianura Padana, favorendo i primi temporali. Lunedì ne seguiva un secondo e altri nel corso dell'ultima settimana, raggiungendo anche la Toscana e l'Umbria. Il fronte freddo di mercoledì 28 giugno, dava luogo a fenomeni intensi (70 mm/mq nel giro di un’ora), localmente grandinigeni per il forte contrasto termico tra l'aria fresca in arrivo e quella torrida stagnante in loco da diversi giorni. Tornava la sospirata pioggia su gran  parte delle regioni settentrionali, ormai allo stremo siccità, mentre continuava a boccheggiare il sud della Penisola, dove, alle elevate temperature si associavano correnti sciroccali, piuttosto sostenute, che portavano la colonnina di mercurio a 37/38°C e, in alcune località di Puglia e Sicilia, fino a 40/41°C.



Il mese si chiudeva con le regioni settentrionali in un contesto di generale miglioramento, ma interessate da una circolazione depressionaria, favorevole allo sviluppo di rovesci e temporali, in particolare su zone Alpine e Prealpine, instabilità che interessava anche la Sardegna, la Toscana, l'Umbria e il versante Adriatico, mentre al sud della Penisola persisteva bel tempo e temperature elevate.

Dopo il 2003, giugno 2017 passava alla storia come quello più caldo degli ultimi 30 anni.



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
13 11 6 46,8 46,6 +0,2% 218,4 149,0 146,0 6 6,4 -0,4
GIUGNO '17 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2016 al 30.06.2017 = -215,4 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959-1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
24,26 21,79 +2,47 18,94 36,5 17 36,5 2003 12,0 7 6,0 1991


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