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Statistiche meteorologiche 2017 : GENNAIO

Il capodanno 2017 iniziava all’insegna dell’alta pressione con temperature massime decisamente miti per la stagione e minime nella media del periodo.

Cartina cromatica che mostra la saccatura ciclonica in discesa dalla Penisola Scandinava
Tra il 2 e il 3 gennaio, correnti umide sud occidentali favorivano il ritorno di deboli precipitazioni su Liguria, Toscana ed Emilia, con deboli nevicate sull’Appennino settentrionale, mentre al nord e sulle regioni meridionali  si registravano ampie schiarite.

Da giovedì 5 un freddo vortice depressionario, presente sulla Scandinavia, si allungava verso i Balcani e convogliava correnti fredde da nord, con alcune perturbazioni che raggiungevano le Alpi. Mentre le regioni settentrionali, protette dallo sbarramento alpino, restavano a secco (periodo senza piogge dalla fine di novembre) ed erano spazzate da raffiche di favonio, quelle appenniniche del medio e basso adriatico (Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata) registravano un marcato calo termico e copiose nevicate scendevano al di sotto dei 400/500 m,  raggiungendo anche le coste settentrionali della Sicilia (un evento molto particolare che verrà ricordato a lungo! Come l’insolita neve nel Salento” che risvegliava una vecchia leggenda circa l’imminente fine del mondo).

Nel fine settimana si attenuava la corrente gelida settentrionale e, gradualmente, prendevano vigore quelle umide da ovest. Infatti, nella serata di martedì 10, una debole perturbazione atlantica raggiungeva le regioni settentrionali e timidi fiocchi di neve scendevano fino in pianura (2 cm), ma, come previsto, risultavano episodi molto deboli.

Le regioni settentrionali beneficiavano della prima significativa nevicata invernale nella notte tra il 13 e 14 gennaio (9 cm in pianura). Infatti, l’arrivo di un fronte freddo da nord-ovest, regalava al Piemonte e zone dell’alta pianura Lombarda, un discreto apporto nevoso, anche se i fenomeni più significativi si concentravano sulla fascia tirrenica delle regioni centro-meridionali.

Cartina cromatica che mostra il vortice ciclonico freddo presente sul mar Tirreno e causa delle copiose nevicate sull'Italia cantrale.
Per il secondo fine settimana i modelli matematici evidenziavano due diversi scenari. Quello Europeo vedeva un’intensa irruzione di aria artica con formazione di un minimo depressionario sul Golfo Ligure, mentre quello Americano vedeva una ondulazione maggiormente sul nord-ovest con conseguente debole instabilità e temperature nettamente più miti.

A metà mese il “generale inverno si prendeva la rivincita, ma, ancora una volta ne beneficiavano le regioni centro-meridionali.
Infatti, a partire dal giorno 15, una corrente di aria artica affluiva da nord-est e portava alla formazione di un minimo depressionario freddo sul bacino centrale del Mediterraneo, tale da favorire nuove nevicate sull’Appennino centro-meridionale. Ne facevano le spese, in misura drammatica per il vento, il freddo e la quantità di neve (associata ad intense scosse di terremoto il giorno 18), le zone interne di Marche, Abruzzo e Molise, con gravi problemi alla viabilità ed alla  mancanza di corrente elettrica.

Foto di cronaca che mostra le spropositate nevicate in Abruzzo.

Foto di cronaca che mostra il salvataggio di alcune persone dalle macerie dell'hotel di Rigopiano.
Infatti, diversi gruppi di volontari provenienti da altre regioni d’Italia e dall’estero, giungevano sul posto con ruspe e fresatrici per aprire varchi e far transitare mezzi di soccorso e di approvvigionamento (A Rigopiano 29 persone perdevano la vita sotto le macerie di un hotel spazzato via da una slavina). Il nord restava ai margini della depressione con deboli nevicate sull’Emilia e nord-est, mentre la Pianura Padana era spazzata da venti di foehn. Le temperature minime scendevano fino a -18,2°C (Santo Stefano di Cadore), -17,7°C (Asiago), -12,4°C (Cortina D’Ampezzo).

Nei giorni seguenti la depressione perdeva vigore e i fenomeni ad essa associati si esaurivano, ma nel terzo weekend del mese avanzava da ovest un’altra depressione formatasi sulla Penisola Iberica. Alimentata da correnti sciroccali, essa scorreva inizialmente verso la Sardegna ed interessava con intense piogge la fascia tirrenica, per poi raggiungere le regioni meridionali che beneficiavano, ancora una volta, di un insolito carico idrico, lasciando a secco il nord e l’arco alpino. In particolare, fenomeni torrenziali si registravano nel Trapanese (nubifragio su Sciacca con esondazione dei locali torrenti) e Agrigentino, nonché sulla costa ionica della Calabria.

Foto cromatica che mostra il cuneo anticiclonico sub-tropicale di fine mese.




A partire dal 24 gennaio sul Mediterraneo occidentale risaliva un promontorio anticiclonico di matrice sub-tropicale. Fino a fine mese esso  resisteva sia all’attacco di correnti fredde da est che alla profonda depressione sull’Atlantico, in discesa verso la Penisola Iberica. Come per lo scorso anno i classici “giorni della merla” risultavano insolitamente miti per la stagione.  









Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
20 4 7 53,3 36,2 +17,1% 10,2 80,9 75,0 11,0 11,5 3
GENNAIO '17 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2016 al 31.01.2017 = -144,4 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
1,11 2,74 -1,63 1,8 12,2 24 24,4 2007 -8,8 9 -10,0 1993