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Statistiche meteorologiche 2017 : APRILE

Immagine del satellite che mostra la perturbazione atlantica giunta sulla Penisola
Nei primi giorni di aprile, la Penisola era interessata da una depressione atlantica in discesa dalle Isole Britanniche. Col richiamo di correnti umide da sud-ovest, Il flusso di aria fresca favoriva una diffusa instabilità che interessava gran parte delle regioni, ma i fenomeni temporaleschi più significativi si registravano al centro-sud.

Seguiva una rimonta anticiclonica, con l’anticiclone delle Azzorre che raggiungeva il Mare del Nord, mentre venti di foehn spazzavano la Pianura Padana, riportando cielo sereno e un nuovo incremento delle temperature.





La prolungata assenza di precipitazioni (in Veneto l’ultima pioggia risaliva al 5 gennaio), associata alla carenza di neve sulle montagne e a temperature che nel corso degli ultimi mesi avevano superato decisamente le medie pluriennali, stavano mettendo a dura prova le riserve idriche e l’economia agricola delle regioni settentrionali. La sofferenza dei grandi fiumi (livello del Po all’inizio della scorsa estate e fiume Adige in secca, con una portata che da 80mc al secondo, scesa fino a 37mc/s, come mostrano le foto), portava alla risalita della corrente dell’alta marea dall’Adriatico per diversi chilometri che bruciava i germogli orticoli.

Foto che mostra la fase secca dell'Adige Foto che mostra la fase secca dell'Adige

Si aggrava la fase siccitosa per le regioni settentrionali (al -56% invernale si aggiunge il - 80% delle piogge primaverili, senza dimenticare il -11% dello scorso autunno).






Dopo una prima settimana di tarda primavera, la seconda di aprile, si apriva con l’arrivo di correnti settentrionali che favorivano una certa variabilità sul nord est, in trasferimento alle regioni centro-meridionali.
Nel secondo weekend, in concomitanza con le festività di Pasqua e Sant’Angelo, si registrava una certa variabilità sulla fascia alpina e una maggiore instabilità sulle regioni di nord-est e lungo la fascia adriatica, con rovesci sparsi, per l’ingresso di correnti fresche settentrionali. Sulle restanti regioni insistevano condizioni di bel tempo con cielo per lo più sereno e temperature superiori alle medie stagionali (+4-5°C).

La foto cromarica mostra l'aria fredda in arrivo nella settimana di Pasqua
Con la spinta verso nord del promontorio azzorriano, nei giorni seguenti, correnti fredde artiche si tuffavano nel bacino del Mediterraneo, dando vita ad un vortice ciclonico freddo e instabile  che interessava, per alcuni giorni, la fascia adriatica.
… il bello della natura è proprio questo, diceva il meteorologo. Quando i più erano convinti che l’estate fosse già arrivata, saltando la primavera, ecco che ci ritroviamo a far i conti con una fase fredda che favorirà il ritorno della neve a quote collinari su diverse zone dell’Appennino centrale”.
I fenomeni piovosi e nevosi interessavano essenzialmente le regioni del medio e basso adriatico, mentre la Pianura Padana era spazzata da intensi venti di foehn. Il fattore che univa lo stivale era il drastico calo delle temperature, stimato intorno ai 12°C. Infatti, nella prima mattinata del 21/4 si registrava il colpo di coda invernale con una temperatura minima di -1.2°C.

La fase fredda e ventosa si concludeva col terzo weekend che risultava caldo e soleggiato per una nuova espansione verso est dell’anticiclone delle Azzorre. Esso spingeva verso est il flusso freddo, favorendo un graduale ritorno del bel tempo, associato a un deciso aumento delle temperature.

Cartina meteo che mostra i fronti perturbati e le aree di alta e bassa pressione
La nuova fase stabile durava appena 72 ore. Infatti, l’anticiclone lasciava progressivamente il posto ad un’intensa perturbazione in arrivo dal nord-atlantico, associata ad una depressione che dalla Francia traghettava verso il mar Tirreno. Il richiamo di intense correnti umide meridionali, assicuravano il ritorno delle piogge primaverili sulle regioni settentrionali, mettendo fine alla lunga fase di siccità (72,7 mm/mq dal 25 al 28 del mese). La temperatura registrava un crollo significativo e, dai valori di tarda primavera, nel giro di poche ore si passava e quelli di fine inverno, con la neve che scendeva fino a quota collinare (al mattino del 28/4 presso l’ospedale di Cuasso al Monte si misuravano quasi 5 cm di neve fresca e 15/20 cm a Campo dei Fiori).
Il mese si chiudeva all’insegna della stabilità con ritorno al sereno e recupero dei valori di temperatura.



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
17 8 5 53,8 40,5 +13,3 77,7 165,4 147,0 1 2,1 -1,1
APRILE '17 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2016 al 30.04.2017 = -226,2 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
14,69 13,12 +1,57 11,20 27,2 11 33,2 2011 -0,2 21 -3,5 2003

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