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Statistiche meteorologiche 2017 : AGOSTO


Sul finire di luglio, l’anticiclone nord-Africano riconquistava il bacino occidentale del Mediterraneo e con  l’inizio di agosto la nostra Penisola registrava una nuova e più intensa ondata di calore (la quinta della stagione). 

Cartina cromatica isobarica che mostra l'espansione dell'anticiclone sub-tropicale verso l'Europa centrale
L’estensione della rovente massa d’aria di origine sahariana, interessava gran parte del continente Europeo, spingendosi per 4500 km fino al mar Baltico. Sull'Italia le temperature registravano progressivi aumenti fino a raggiungere i 35°/36°C in  Pianura Padana (con 24/25°C di minima), associati ad un crescente tasso di umidità, mentre al centro-sud e sulle Isole si raggiungevano i 38°/40°C. La situazione risultava particolarmente grave se si pensa che temperature di 30°C raggiungevano i 1500  metri di quota, mentre lo zero termico si spostava a 4500 metri.

L'Italia intera- diceva il meteorologo del Centro Meteo  -   verrà inglobata in una gigantesca bolla di calore creata dall'anticiclone africano che soffocherà il Belpaese con caldo e afa, in un vero e proprio tifone di calore che prenderà il nome di Lucifero. A salvarsi, in parte, solo le zone costiere che saranno spazzate dalla brezza marina soprattutto la mattina e la sera”.
A detta di qualche altro meteorologo, il tutto era provocato da “ un eccessivo sbilanciamento verso nord della fascia anticiclonica subtropicale, causando l'affermarsi dell'anticiclone Africano sull'Europa centro-meridionale e una situazione di piovosità anomala, per il periodo, nelle zone equatoriali dell'Africa”. (Vedi mappe seguenti ):

Cartina del nord Africa che mostra l'anticiclone sahariano in espansione verso nord Mappa delle precipitazioni euqtoriali
    
Nell'immagine si nota la disposizione della linea di convergenza: la linea rossa ci dice che l'ITCZ è ben più a Nord della linea "nera", che rappresenta una condizione di normalità.










Tale situazione termica aggravava la siccità e accentuava il rischio di incendi, mentre la carenza di acqua potabile metteva a dura prova l’Amministrazione di diversi centri urbani, compresa la Capitale.

Il picco del caldo e dell’afa si raggiungeva il giorno 4 (38°C) e in gran parte delle regioni  si superavano i massimi storici delle temperature del 2003 (Alghero 42°C/40,4 – Firenze 41,3°C/41,1 – Perugia 40°C – L’Aquila 38°C, temperatura estrema per una città a 700 metri sul livello del mare – Potenza 37°C).

Nel corso del primo weekend, il promontorio anticiclonico cedeva sul fianco occidentale e giungevano dall’atlantico correnti fresche che accentuavano l’instabilità lungo la fascia alpina con temporali sparsi, ma di forte intensità e causavano anche vittime civili (un uomo stravolto da un albero spezzato in Val Tramontina PD, un secondo schiacciato da un albero nel Bellunese, un terzo colpito da un fulmine sulla Marmolada e una escursionista scivolata su un sentiero bagnato sull’Adamello).

Mappa delle precipitazioni sull'Italia

Dopo una breve pausa, martedì 8 giungeva un secondo e più intenso fronte temporalesco che scendeva di latitudine, interessando parte della Pianura Padana. Particolare intensità assumevano i fenomeni in Trentino (violente grandinate a Bolzano, San Genesio e Bassa Atesina) e in Veneto (una violenta tromba d’aria sulla costa della provincia di Rovigo causava una vittima).  Nei giorni seguenti l’instabilità interessava con fenomeni localmente intensi anche l’Emilia (allagamenti e forti raffiche di vento nel Bolognese e in Romagna con alberi abbattuti e una gru caduta a Forlì), la Toscana (per motivi di sicurezza a Firenze restava chiusa la Cupola del Brunelleschi e il Campanile di Giotto), l’Umbria e le Marche, per poi scendere anche al sud, ma con fenomeni poco significativi. (Alcune foto di cronaca documentano i danni al centro-nord):



Alberi abbattuti nel Bolognese Auto danneggiate nel Bolognese Alberi caduti e auto danneggiate in Romagna















A partire dalle regioni settentrionali, tutte beneficiavano di una sensibile diminuzione delle temperature che rientravano nei valori medi stagionali.

Nei primi giorni della terza settimana, si espandeva verso l’Europa centrale un braccio dell’anticiclone delle Azzorre e tornava il sereno, ma con temperature nella norma del periodo per via delle correnti fresche settentrionali. Pertanto, anche il Ferragosto registrava sole su tutta la Penisola e un clima gradevole.

Seguiva un’ intensificazione della pressione, per l’apporto di quella sub-tropicale, e una nuova fase calda riportava le temperature al di sopra dei 33°C (Emilia e centro-sud 36°/37°C).

Il terzo weekend del mese vedeva il transito di un fronte temporalesco (violento nubifragio su Varese e Comuni limitrofi) che interessava la fascia alpina e i settori centro orientali della pianura con fenomeni localmente intensi, mentre nei giorni seguenti, scendeva lungo il versante adriatico interessando le zone appenniniche centro-meridionali con rovesci sparsi e localmente intensi.

Cartina cromatica e isobarica che mostra una depressione in discesa verso la Penisola Iberica
L’aria fresca in arrivo dal nord atlantico, per l’espansione verso est di un braccio dell’anticiclone delle Azzorre,  dava luogo ad un clima gradevole (temperature prossime ai valori medi stagionali), per i primi giorni della settimana, ma in corrispondenza del 4° weekend e a seguito della discesa sulle coste della Penisola Iberica di una depressione atlantica, si attivava la risalita verso il bacino del Mediterraneo di correnti di aria calda sahariana che producevano un nuovo incremento delle temperature su gran parte della Penisola.

La nuova fase calda (settima della stagione) durava fino a fine mese con punte di 32/33°C al nord, 35/36°C al centro e 36°/38°C al sud, incremento termico che si associava alla prolungata assenza di precipitazioni.  Una situazione grave che vedeva l’ulteriore assottigliamento dei ghiacciai alpini, laghi e fiumi ben al di sotto dello zero idrometrico al centro-nord, mentre al sud la situazione era ancor più grave perché la pioggia mancava dalla primavera e vasti incendi continuavano a incenerire ettari di macchia mediterranea.



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
13 15 3 56,2 55,4 +0,8% 88,6 140,4 141,3 5 6,4 -1,4
AGOSTO '17 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2016 al 31.08.2017 = -322,0 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959- 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
24,50 23,29 +1,21 20,38 38,0 4 38,0 2017 12,0 12 6,5 1995

Col mese di Agosto si archivia la stagione estiva 2017, che verrà ricordata come l'estate dei record. Infatti, il 4 agosto, presso la nostra stazione i termometri hanno registrato una temperatura massima di 38°C e valori medi che più volte nel corso dei tre mesi, hanno superato di 5°C quelli del periodo. Responsabile di tutto questo è stato l'anticiclone sub-tropicale che per ben sette volte, ha inviato il soffio sahariano sul Mediterraneo e verso l'Europa centrale.

Le depressioni atlantiche hanno tentato a più riprese di scalfire il muro anticiclonico, riuscendoci solo in pochi casi e con fenomeni particolarmente violenti per il forte contrasto termico tra la massa d'aria calda in loco e le fresche correnti atlantiche (come le trombe d'aria lungo la fascia adriatica e i chicchi di grandine come palle da golf nel Piacentino in luglio o quelli dell'8/9 agosto in Trentino, Veneto, Emilia Romagna e il violento nubifragio che ha colpito Varese la sera del 18 agosto).

Mentre la fascia alpina ha registrato una maggiore variabilità per il passaggio sull'Europa centrale di diversi fronti temporaleschi, gran parte della Penisola e particolarmente il sud, ha registrato una grave siccità che ha bruciato raccolti agricoli, rinsecchito ruscelli e torrenti, assottigliato i ghiacciai alpini, abbassato notevolmente il livello dei laghi e ridotto la portata dei fiumi, mentre, parallelamente, faceva registrare decine di incendi che riducevano in cenere molti ettari di bosco e macchia mediterranea.

Anticipata dai modelli matematici, l'estate rovente 2017, associata in molti casi al fenomeno "afa," ha fatto registrare un trend positivo per le temperature. Infatti, le medie mensili hanno superato quelle stagionali e, precisamente, si è passati dai +2,47°C di giugno a +0,54°C di luglio e + 1,30°C di agosto, mentre le precipitazioni hanno fatto registrare un +47% a giugno, ma -52% in luglio e -37% in agosto.

Il mese di Giugno, risultato il più caldo degli ultimo anni, ha registrato due intense fasi di calore che hanno messo in ginocchio il nostro Paese. Temperature di gran lunga superiori alle medie del periodo, emergenza siccità su tutto lo stivale; ovviamente, tutto a causa dell’anticiclone nord-Africano che, espandendosi verso nord, ha bloccato per diverse settimane la strada alle perturbazioni atlantiche.
Fortunatamente, in corrispondenza dell’ultima settimana, la situazione è andata parzialmente modificandosi per l’ingresso di correnti fresche atlantiche che hanno riportato la pioggia al nord e parte del centro, unitamente ad un calo delle temperature. Il sud è rimasto a secco ed ha sofferto di un’arsura che non si registrava da anni.

Una situazione analoga si viveva durante il mese di Luglio, nel corso del quale si registravano due ondate di calore sub-tropicale. Il centro-nord beneficiava di qualche scroscio di pioggia, associato spesso a fenomeni meteo violenti, mentre il sud restava, ancora una volta, a secco e funestato da decine di incendi.

L’anticiclone nord-Africano ritornava alla carica per ben tre volte anche durante il mese di Agosto, facendo registrare temperature ben oltre le medie del periodo con un nuovo massimo storico già indicato. Ciascuna fase era interrotta dal passaggio di un fronte temporalesco associato, molto spesso, ai suddetti fenomeni violenti che interessavano il centro-nord, ma che risultavano del tutti assenti al sud, dove continuavano ad imperversare gli incendi.

Con riferimento ad alcuni elementi climatici, la temperatura media stagionale ha registrato un significativo incremento (+1,44°C) rispetto alla media pluriennale (23,10°C), mentre le precipitazioni stagionali sono diminuite del 9% (357,2 mm/mq contro una media di 395,0 mm/mq); 26 i giorni di pioggia e 21 i temporali, di cui uno con grandine.


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