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Statistiche meteorologiche 2016 : NOVEMBRE

Il mese di novembre iniziava all’insegna della stabilità atmosferica con giornate soleggiate e miti per l’azione di un promontorio anticiclonico di matrice nord-africano che aveva conquistato il bacino del Mediterraneo e l’Europa occidentale sul finire del mese precedente.

La prima perturbazione del mese attraversava i nostri cieli, da ovest verso est, nella giornata di mercoledì 2 novembre, ma con scarsi fenomeni.

cartina cromatica che mostra la depressione in discesa dalle Isole Britanniche
Un deciso peggioramento delle condizioni meteorologiche si registrava nel primo weekend. Infatti, una depressione presente sulle Isole Britanniche, scendeva di latitudine fino a raggiungere le coste del Marocco e innescava la risalita di correnti umide meridionali verso la catena alpina. Ne conseguivano copiose precipitazioni che, a partite da sabato 5, interessavano le regioni occidentali e la fascia tirrenica settentrionale, per poi estendersi a quelle centrali e del nord-est, nei giorni successivi. Localmente i fenomeni risultavano particolarmente intensi (come la violenta tromba d’aria a Ladispoli, comune a nord di Roma, che causava la morte di due persone, mentre Firenze, a distanza di 50 anni, rasentava un nuovo allagamento per la crescita di livello dell’Arno – oltre 4m). Le temperature, inizialmente registravano valori superiori alle medie del periodo, ma, successivamente, diminuivano sensibilmente per l’arrivo di un flusso freddo da nord e la quota neve scendeva da 1800 m a 1300 m.

cartina cromatica che mostra l'arrivo della fase freddaDopo quella del 12 ottobre, tra l’8 e l’11 novembre si registrava la seconda ondata fredda della stagione autunnale, per la risalita verso nord dell’anticiclone delle Azzorre. I valori della temperatura media  diminuivano di ben 5°C rispetto a quelle del periodo e si registrava una punta minima di -3,3°C (9/11).

La lunga fase “invernale” paventata dai media, si esauriva in pochi giorni e ben presto si riattivava la circolazione atlantica col passaggio, sull’Europa centrale, di diverse perturbazioni atlantiche. Esse interessavano marginalmente le regioni settentrionali, senza significativi fenomeni.

Nel corso della terza settimana, mentre al centro-nord si tornava ad una fase di stabilità atmosferica per l’estensione verso est di un promontorio dell’anticiclone delle Azzorre, le regioni meridionali e la Sicilia in particolare, registravano un’intensa fase di maltempo che in alcune zone provocava danni ingenti.

strade allagate 
Tra il 18 e il 19, in poche ore, la cittadina di Licata nell’Agrigentino, registrava una quantità di pioggia pari a quella che normalmente cade in 6 mesi con allagamenti di strade e scantinati. Ecco come i media registravano l’evento (foto).
Piogge torrenziali interessavano anche il Friuli col rigonfiamento dei corsi d’acqua, frane e smottamenti; numerosissimi risultavano gli interventi dei Vigili del Fuoco e della Protezione e si contava anche un civile disperso.



Dopo un ottobre stabile e mite, - scriveva il meteorologo - novembre sta regalando delle sorprese: alta pressione latitante, correnti fredde da nord est e perturbazioni che non trovano grossi ostacoli a raggiungere la nostra Penisola. Sulle Alpi è scesa la prima neve e alcune stazioni sciistiche potrebbero aprire la stagione in anticipo”.




cartina cromatica che mostra la discesa di latitudine della depressione presente suòòe Isole BritannicheL’ultimo weekend del mese registrava l’avvio di una nuova fase di instabilità atmosferica. Infatti, una profonda depressione presente sulle Isole Britanniche si allungava fin verso le coste del Marocco, richiamando intense correnti meridionali verso l’arco alpino. In tale contesto, con un blocco anticiclonico ad est e il mar Tirreno particolarmente caldo, piogge insistenti e abbondanti interessavano le regioni nord-occidentali e la Toscana, mentre copiose nevicate ricoprivano le Alpi.

Ponte romano strade allagate strade allagatestrade allagate
 













Come accaduto 22 anni fa, la provincia di Cuneo registrava nubifragi e allagamenti per l’esondazione del fiume Tanaro. Significativa la testimonianza del sindaco di Garresio: “Ed ora che i fiumi tornano a far paura, gonfiati dalle incessanti piogge è inevitabile tornare a quei drammatici giorni. Abbiamo paura, si sta rasentando la situazione del '94. Abbiamo chiuso tutti i ponti, le fabbriche e le scuole. I bar e i negozi del centro sono allagati. Il ricordo dell'alluvione di 22 anni fa, che causò una settantina di morti e danni per oltre 20 mila miliardi delle vecchie lire, è rimasto indelebile da queste parti”.
Una situazione allarmante si registrava anche a Firenze dove, dopo 40 anni,  la piena dell’Arno faceva temere una nuova esondazione.

Concludeva il mese una nuova, ma breve fase fredda per la discesa di aria artica dai settori di nord-est. Infatti puntava verso i Balcani e interessava più marcatamente la fascia adriatica meridionale.


Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Nebbia
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 gg. media dal 1980 diff.
5 13 12 28,1   33,4 -5,3% 222,8 186,1 175,0 5 7,6 -2,6
NOVEMBRE '16 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2015 al 30.11.2016 = -77,3 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959- 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
7,88 7,43 +0,45 6,03 17,8 3 24,4 2015 -4,0 30 -7,6 1998

Le piogge autunnali
La stagione autunnale 2016 è risultata insolitamente calda e mite. Sullo scenario Europeo si sono alternate fasi cicloniche atlantiche e promontori anticiclonici di prevalente matrice nord-africana.

La prima fase fredda, con brinata mattutina, è stata registrata il 12 ottobre, la seconda tra l'8 e l'11 novembre (-3.3°C) e l'ultima ha chiuso il mese di novembre (-4°C).

Con riferimento alla temperatura, settembre (+2,43°C) e novembre (+0,45°C) hanno fatto registrare un incremento medio rispetto ai valori pluriennali, mentre ottobre ha manifestato una tendenza inversa (-0,52°C). Particolarmente, significativo l'incremento registrato a settembre, fenomeno confermato dai dati NOAA (National Oceanic and Atmosferic Administration) nel cui rapporto si legge: "come già accaduto lo scorso anno è rilevabile un incremento medio annuo della temperatura media del Pianeta, da quando hanno avuto inizio le rilevazioni, ovvero il 1880 e questo da imputare al riscaldamento degli oceani".

Riscaldamento che, come lo scorso anno, ha interessato tutti i mari, compreso il mar Mediterraneo (fino a 29°C la temperatura delle acque superficiali del mar Tirreno meridionale e mar Ionio), soprattutto per le diverse incursioni dell'anticiclone sub-tropicale, a supporto di quello delle Azzorre.
Questo spiega l'intensità e la violenza dei fenomeni che hanno interessato alternativamente le regioni settentrionali e quelle centro-meridionali nel corso dei tre mesi.

Infatti, dopo i nubifragi prodotti dal vortice ciclonico che ha stazionato per diversi giorni della prima decade di settembre sull'area terremotata del Reatino, creando non pochi disagi alla popolazione ed agli interventi della Protezione Civile, seguivano a metà mese i nubifragi che interessavano le regioni nord-occidentali, su cui se ne abbattevano altri a metà ottobre, per ripetersi in maniera più intensa sul finire di novembre, con l'esondazione dei fiumi Tanaro e Bormida in Piemonte. Non veniva risparmiato neanche il Veneto, il Friuli e la Sicilia (in alcune aree dell'agrigentino, in poche ore, cadeva una quantità di pioggia pari a quella di un semestre). Lungo la costa laziale e abruzzese alcune trombe d'aria seminavano terrore e danni, causando anche vittime civili e a Firenze (memori dell'alluvione di 50 anni fa), si temeva per la crescita dell'Arno.

Dal punto di vista precipitativo, settembre (-43%) e ottobre (-18%) facevano registrare un quantitativo di pioggia inferiore alla media; la stessa si concentrava all'inizio della terza decade di novembre, mese che faceva registrare un incremento pari al 24% rispetto alla media degli ultimo 30 anni.

La temperatura media stagionale di 13,88°C ha registrato un incremento di oltre mezzo grado (+0,63°C) rispetto alla media pluriennale, ascrivibile in particolar modo a settembre risultato il più caldo dopo quello del 1987.


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