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Statistiche meteorologiche 2016 : MAGGIO

Le correnti fresche settentrionali responsabili della diffusa variabilità che avevano caratterizzato l’ultima settimana di aprile, persistevano nei primi giorni di maggio. In particolare,  il weekend del 1° maggio era caratterizzato da pioggia e temporali che, dalle regioni settentrionali raggiungevano quelle meridionali, il giorno dopo. Infatti, un’intensa perturbazione atlantica entrava nel bacino del Mediterraneo e, il nucleo di aria fredda a seguito, attivava un vortice ciclonico sul mar Tirreno. Le temperature registravano una sensibile diminuzione e la neve raggiungeva i 1000 m di quota sulla fascia alpina.

cartina cromatica che mostra la risalita dell'anticiclone sub-tropicave verso l'Europa centrale
A seguito dello scorrimento verso sud-est dell’area depressionaria, già dal giorno 3, le regioni nord-occidentali, spazzate da intensi venti di foehn, erano raggiunte da un cuneo anticiclonico che avrebbe assicurato tempo stabile e soleggiato per tutta la prima settimana, mentre lungo la fascia adriatica scorreva un fronte temporalesco responsabile  di qualche giorno di instabilità.

Il secondo weekend di maggio era generalmente soleggiato e gradevole, salvo per la fascia alpina che cominciava a risentire di un flusso umido da sud-ovest pilotato da una profonda depressione in formazione ad ovest della Penisola Iberica.
Infatti, nei giorni seguenti, le correnti da sud-ovest si intensificavano e un treno di perturbazioni raggiungevano la Penisola.



carta isobarica con i fronti perturbati
Un deciso peggioramento delle condizioni meteo, con piogge e rovesci diffusi,  spesso moderati o forti per la particolare insistenza del flusso meridionale e anche per la condensazione forzata imposta dalla barriera alpina, investiva in modo particolare le regioni settentrionali mercoledì 11 aprile (85 mm/mq di pioggia registrati dalla nostra stazione meteo nelle 24 ore), persistendo intense anche il giorno dopo, con estensione al centro Italia, Isole maggiori e fascia tirrenica meridionale. Nei giorni successivi, il ciclone denominato dai media “Poppea” si smembrava in due cellule depressionarie. Una raggiungeva l’Europa centrale, accentuando i fenomeni precipitativi sulle regioni settentrionali, per il richiamo di ulteriori correnti umide meridionali, mentre l’altra percorreva la Penisola, portandosi verso la Grecia.

Seguiva una stabilizzazione del tempo, per via dell’estensione verso est di un promontorio dell’anticiclone delle Azzorre che assicurava un weekend soleggiato e caldo (25,5°C la temperatura massima di domenica 15 maggio).


cartina cromatica che evidenzia le aree della Penisola interessate dai fenomeni temporaleschi
Ma la fase stabile durava solo alcuni giorni. Infatti a metà della settimana successiva irrompeva da ovest un veloce fronte temporalesco che attraversava tutta la Penisola con fenomeni localmente intensi e, in alcuni casi, grandinigeni (uno tra tutti, quello che colpiva il comune di Putignano – BA venerdì 20 maggio: come documenta la foto di cronaca, le strade della cittadina sono percorse da un fiume bianco che sommerge parte della carrozzeria delle auto; la cittadinanza rilevava ingenti danni alla raccolta delle ciliegie già in parte compromesse dalle abbondanti piogge di alcuni giorni prima).

foto di cronaca che mostra una strada di Putignao imbiancata dalal grandine
Come era accaduto all’inizio della seconda settimana, anche in questo caso seguiva l’espansione verso est dell’anticiclone delle Azzorre supportato da quello nord-africano in risalita dal Marocco. Il cielo si rasserenava e il maggior soleggiamento riportava le temperature ai valori medi stagionali  …e anche oltre (28°C la massima di sabato 21 maggio).

Ma l’insidia atlantica era, ancora una volta in agguato. Infatti, nella notte di domenica 22 e per tutta la giornata successiva, un secondo fronte temporalesco (la settima perturbazione atlantica del mese), associato ad un mini vortice di aria fredda, irrompeva da ovest e attraversava velocemente la fascia alpina, con intensi scrosci di pioggia, violente raffiche di vento e un brusco calo delle temperature.

Nei giorni successivi si assisteva ad una decisa rimonta anticiclonica di matrice sub-tropicale che riportava stabilità atmosferica sul bacino occidentale del Mediterraneo ed un rialzo termico che, sulle regioni meridionali, anticipava i valori estivi.

A conclusione di un mese caratterizzato da un’insolita variabilità "marzolina"e continui sbalzi di temperatura (escursione termica di oltre i 10°C per 19 giorni e fino ai 20°C nei giorni 3, 20 e 24), nel corso dell’ultimo weekend, le regioni settentrionali erano raggiunte da un ulteriore fronte temporalesco atlantico. Temporali piuttosto violenti, associati a intense raffiche di vento e locali grandinate, attraversavano la Pianura Padana da ovest ad est (la cronaca registrava un violento nubifragio a Milano, con il Lambro che raggiungeva il livello dei tombini stradali ), mentre la temperatura subiva una vistosa diminuzione (dai 29,5°C del giorno 27 si passava ai 13,5°C del giorno 30).      



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
10 8 13 34,9 43,2 -8.3% 300,6 187,0 177,5 2 5,1 -3,1
MAGGIO '16 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2015 al 31.05.2016 = -0,1 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
16,69 17,92 -1,23 14,98 29,5 27 34,4 2001 5,8 20 1,5 1991

CONSIDERAZIONI SULL’ANDAMENTO DELLA PRIMAVERA

La stagione primaverile 2016 ha manifestato le caratteristiche della stagione di transizione, che si sono accentuati in particolar modo a maggio, il mese che ha consentito un buon recupero delle piogge primaverili. Aprile è risultato il più stabile dal punto di vista meteorologico, per l'azione prolungata dell'anticiclone nord-africano che ha dominato sul bacino del Mediterraneo per gran parte del mese. Una situazione analoga si era verificata in marzo, ma il mese ha registrato tre incursioni di aria fredda artica che hanno portato la neve in pianura; la "dama bianca" era stata latitante durante la stagione invernale.

Come si diceva e come sovente accade in primavera, non sono mancate anche quest'anno le incursioni fredde polari che hanno riportato la neve a bassa quota, venti di bora da est e gelate tardive. La prima si è registrata all'inizio di Marzo ed ha spazzato con violenza le regioni centrali, la seconda a metà mese e l'ultima a fine marzo in concomitanza con le festività pasquali. Dopo la fase stabile di aprile, maggio ha visto il transito di quasi dieci perturbazioni che a diverso titolo hanno generato fenomeni localmente violenti e, in alcuni casi, grandinigeni.

Di contro, l'anticiclone delle Azzorre, a più riprese ha esteso un suo braccio verso est e, in più occasioni, è stato supportato da quello nord-africano, facendo assaporare, soprattutto in aprile, temperature di tarda primavera. Ciò ha favorito una splendida fioritura delle piante da giardino e piante spontanee, ... e un'intensa miscela di profumi ha raggiunto le abitazioni e inebriato chi ha percorso prati e boschi.

La temperatura media stagionale (13,43°C) è risultata prossima a quella pluriennale, con un incremento di +0,1°C; a marzo di +1,17°C, contro una diminuzione -1,24°C a maggio.
Le precipitazioni sono risultate di 475,8 mm/mq e hanno registrato un modesto incremento stagionale (+8%); al deficit del 22% di marzo e del 58% di aprile si e contrapposto un deciso incremento del 61% a maggio.


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