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Statistiche meteorologiche 2015 : NOVEMBRE

I disastri conseguenti alla esondazione del torrente Ferruzzano (Calabria)
Dopo un 1° Novembre  in cui il vortice ciclonico mediterraneo dava il colpo di grazia alla costa ionica di Calabria e Sicilia causando danni di insolita gravità (Il torrente Ferruzzano, nella Locride, esondava spazzando via la statale 106 Ionica e la linea ferroviaria Catanzaro - Roccella Ionica che in un tratto restava sospesa nel vuoto), a partire dal giorno seguente si facevano strada le prime schiarite e si assisteva ad un deciso e graduale miglioramento anche per la Sicilia e le estreme regioni meridionali. Infatti, si estendeva anche verso sud il robusto anticiclone presente da qualche giorno sull’Europa centrale. Le temperature minime registravano una significativa diminuzione e comparivano le nebbie nelle valli del nord.








La cartina cromatica mostra il promontorio anticiclonico sull'Europa e Mediterraneo occidentale La nuvolosità prodotta sulla Sardegna e al nord-ovest all’inizio della seconda settimana, da una depressione presente sulla Penisola Iberica, non produceva alcun fenomeno significativo e ben presto si tornava a condizioni di stabilità. L’anticiclone presente sull’Europa si estendeva al Mediterraneo e  veniva consolidato dalla risalita, dal Marocco, di un braccio di quello subtropicale. Iniziava, così,  una lunga fase di tempo stabile e mite. La Penisola godeva di una splendida “estate di S. Martino” con temperature medie di 3-4°C superiori alle medie del periodo e massime  che, a Sciacca (in Sicilia), consentivano gli ultimi bagni di stagione.
Per via della rotazione oraria delle correnti atmosferiche, l’aria fresca di ritorno dai Balcani condensava il vapore atmosferico dei bassi strati, generando nebbie notturne e di primo mattino nelle valli delle regioni centro-settentrionali.
 
La stabilità atmosferica restava assoluta fino a tutta la seconda decade con temperature ben oltre le medie del periodo, caratterizzando un mese da record sia per le temperature (le più alte negli ultimi 50 anni) sia per le precipitazioni (totalmente assenti per le regioni settentrionali).

La cartina isobarica mostra la discesa di aria fredda polare verso l'Europa centrale.
Mappa delle precipitazioni nevose. Nel corso del terzo weekend si interrompeva il lungo periodo mite e stabile per via del primo affondo freddo della imminente stagione invernale. Infatti, a partire da sabato 21 novembre, per via del rallentamento della corrente a getto polare, si registrava la prima irruzione di aria artica verso l’Europa centrale. Una bassa pressione scendeva dal Mare del Nord raggiungendo il cuore dell’Europa. Nel frattempo, l’alta pressione, dopo aver retrocesso fino alla  Spagna, risaliva di latitudine sull’Atlantico fino all’Islanda e accentuava la discesa sul fianco orientale di impetuosi venti freddi che rafforzavano il vortice ciclonico in ambito Europeo: “…a piccoli passi ci si avvia al cambiamento che porterà alla stagione invernale, …in ritardo sulla tabella di marcia, per via delle elevate temperature medie del periodo (fino a +6,5°C) ” – diceva il meteorologo.

La barriera alpina frenava il vortice freddo polare, ma parte dell’aria fredda scendeva dalla valle del Rodano e dalla porta della Bora, creando un minimo depressionario sulla Pianura Padana. Mentre sul nord-ovest si registravano intensi venti di Foehn e cielo parzialmente nuvoloso, il Maestrale sul mar Ligure e il Libeccio sul mar Tirreno, riportavano le piogge su Liguria, Emilia, Toscana e bassa Pianura Padana.

La cartina mostra il vortice ciclonico in formazione sulla Corsica e la localizzazione delle precipitazioni previste.

Nei giorni seguenti si formava un minimo depressionario in prossimità della Corsica che si approfondiva ulteriormente per il richiamo di aria fredda da est che andava ad interferire con aria umida e temperata in arrivo da sud-ovest. Tale miscela innescava forti temporali lungo la fascia tirrenica e nevicate che dall’appennino centro-settentrionale si spostavano verso quello meridionale, per via del lento movimento verso sud-est del vortice ciclonico.  
 
Infatti, un generale e deciso calo delle temperature interessava la regioni settentrionali ,e successivamente, anche quelle centrali e meridionali, con pochi gradi sopra lo zero durante il dì e primi valori notturni sotto zero anche in Pianura Padana. Il forte contrasto con le condizioni miti e umide preesistenti, dava luogo a fenomeni di forte intensità e portava la quota neve a 300/500 metri sull’arco alpino (con accumuli fino a 30 cm) e, successivamente, anche sull’Appennino centro-meridionale.

L’ultimo weekend del mese riportava il sereno su gran parte delle regioni, con estese brinate notturne e un tiepido sole nelle ore centrali della giornata.






Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Nebbia
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 gg. media dal 1980 diff.
20 7 3 40,8   38,1 +2,7% 0,5 186,1 175,0 10 7,5 +2,5
NOVEMBRE '15 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2014 al 30.11.2015 = -53,3 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959- 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
8,90 7,39 +1,51 6,03 24,4 18 24,4 2015 -4,0 26 -7,6 1998

i caldi colori autunnali
La stagione autunnale 2015 è risultata mite, gradevole e abbastanza stabile al nord, col ritorno delle nebbie nelle valli, ma piuttosto variabile al centro-sud (particolarmente in Ottobre) per il susseguirsi di vortici depressionari che in diversi casi hanno prodotto piogge alluvionali e danni alle infrastrutture.

A differenza di quanto accaduto lo scorso anno in cui le correnti atlantiche avevano dominato sulla scena europea assicurando copiose precipitazioni (oltre 650 mm/mq solo in Novembre), nel corso del 2015 l'ha fatta da padrone l'anticiclone sub-tropicale per gran parte di Settembre, alcuni giorni in Ottobre e le prime due decadi di Novembre, assicurando una lunga e mite "estate di S. Martino", come non si ricordava da tempo.

Con riferimento alla temperatura, tutti e tre i mesi hanno registrato un incremento medio rispetto ai valori pluriennali (da +0,11°C di Settembre a +0,12°C di Ottobre e +1,51°C di Novembre). Particolarmente, significativo l'incremento registrato in Novembre, fenomeno confermato dai dati NOAA (National Oceanic and Atmosferic Administration), dal Tokyo Climate Center e persino dalla NASA nel cui rapporto si legge: "come già accaduto lo scorso anno e in misura maggiore, Novembre 2015 ha fatto registrare temperature da record, da quando hanno avuto inizio le rilevazioni, ovvero il 1880 e questo da imputare al riscaldamento degli oceani".

Riscaldamento che ha interessato tutti i mari, compreso il mar Mediterraneo (fino a 29°C la temperatura delle acque superficiali del mar Tirreno meridionale e mar Ionio), soprattutto per le diverse incursioni e la lunga persistenza (Luglio, Agosto, Settembre e Novembre) dell'anticiclone sub-tropicale, a supporto di quello delle Azzorre.
Questo spiega la violenza delle depressioni formatisi o approfonditesi sui mari italiani, a seguito della discesa di nuclei di aria fredda atlantica con conseguente richiamo di correnti umide da sud-ovest, veri e propri cicloni tropicali che hanno investito la Penisola da nord a sud, in Settembre, Ottobre e fine Novembre.

Infatti, dopo i primi violenti episodi di Luglio (tromba d'aria sul fiume Brenta) e Agosto (tromba d'aria a Firenze, frana a Cortina d'Ampezzo e nubifragi sulla Calabria ionica) e i fenomeni alluvionali che avevano colpito Catania e Messina in Settembre, Ottobre, in particolare, risultava il mese delle piogge torrenziali, delle esondazioni di fiumi e torrenti, degli allagamenti, delle frane, delle mareggiate e delle devastazioni. Ben tre vortici interessavano la Sardegna e le regioni centrali e altrettanti sconvolgevano la Sicilia e le regioni meridionali. Ad inizio mese un violento nubifragio colpiva anche il sud della Francia e la Costa Azzurra causando danni alle infrastrutture e numerose vittime civili. Chiudeva la stagione autunnale un Novembre avaro di precipitazioni per il nord, ma che assicurava il primo "assaggio" invernale, con brinate sulle regioni settentrionali e neve a quota collinare al sud della Penisola.

Dal punto di vista precipitativo, mentre Settembre (-4%) ha fatto registrare un quantitativo inferiore alla media e Novembre (-100%) è stato avaro di pioggia, Ottobre ha fatto segnare un incremento rispetto alla media pluriennale (+48%).

La temperatura media stagionale di 13,60°C ha registrato un incremento di poco più di mezzo grado (+0,58°C) ascrivibile a tutti e tre i mesi, ma particolarmente a Novembre (+1,51°C), risultato il più caldo degli ultimi 50 anni.


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