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Statistiche meteorologiche 2015 : MARZO

marzo pazzerello
Il mese di Marzo iniziava all’insegna della stabilità atmosferica con cielo per lo più sereno e soleggiato su gran parte delle regioni. Ma, per quanto ci si avviasse verso l’inizio della primavera meteorologica, non poteva mancare il colpo di coda della stagione invernale, a conferma della estrema variabilità di un “mese pazzerello”.

cartina cromatica che mostra l'irruzione di aria polare nel bacino del Mediterraneo
Infatti, a  partire dal pomeriggio di mercoledì 4 marzo, per via dell’espansione verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre,  scendeva di latitudine, nel bacino del Mediterraneo, un nucleo di aria polare che generava maltempo essenzialmente sulle regioni centro-meridionali.

Il cielo delle regioni settentrionali era attraversato da nuvolosità stratificata, ma senza fenomeni a cui seguivano intensi venti di foehn che spazzavano per 48 ore le valli alpine e la Pianura Padana.




cartina barica che mostra il vortice depressionario sulle regioni centro meridionali Le regioni centrali e, successivamente, quelle meridionali, la Sardegna e la Sicilia  erano flagellate da venti sostenuti, nubifragi e nevicate a quote collinari. Infatti, entrando nel bacino del Mediterraneo, il nucleo di aria polare dava vita ad una profonda circolazione depressionaria sul mar Tirreno che scorreva lentamente verso sud-est, sempre alimentata da correnti settentrionali. In particolare, il giorno 5,  il Ponente ligure, la Toscana e l’Umbria erano flagellate da una tempesta di vento (raffiche fino a 150 km/h) che sradicavano centinaia di alberi (anche secolari), scoperchiavano tetti e abbattevano varie strutture (porzioni di mura storiche crollate a Prato, divelta la sommità del campanile di Santa Croce a Camaiore, ritardi sulla linea ferroviaria tirrenica per caduta di rami e materiali vari, scoperchiata un’intera chiesa nel comune di Pistoia, camion rovesciati su strade provinciali, …),  mentre sul versante adriatico di Marche e Abruzzo (Senigallia e Pescara), si susseguivano nubifragi che portavano all’esondazione di diversi fiumi e torrenti e causavano diversi smottamenti e frane. Ancora una volta, si registravano vittime civili (Lucca e Urbino). L’Appennino centro-meridionale era imbiancato fino a quota collinare.



Ecco alcune foto tratte dai quotidiani:

fiumi al limite esondazione alberi abbattuti campanile divelto

Col persistere delle correnti settentrionali, il giorno seguente toccava al Lazio, Campania e Calabria per la fascia tirrenica e a Molise e Puglia per quella adriatica, con fenomeni simili, ma meno intensi.

Ecco l'analisi del climatologo Claudio Rafanelli del CNR: “E’ un’anomalia stagionale che però si ripete in questi passaggi climatici delle varie fasi dell’anno.  …Tutto sommato mancano pochi giorni alla nuova stagione. I raggi del sole cominciano ad illuminare il Polo nord avvolto finora dalla lunga notte e questo innesca attività atmosferiche che generano forti correnti fredde.  …Arrivano dalle regioni nordiche e si insinuano tra le Alpi e i Pirenei.  …Scontrandosi con le masse di aria calda presenti sul Mediterraneo, innescano un’area ciclonica che porta piogge e venti anche forti oltre i 90 km/h.  …E questo è un aspetto al quale bisogna aggiungere pure la conseguenza di un inverno tutto sommato mite che ha portato ad un accumulo significativo di energia nell’atmosfera la quale, ora si libera grazie all’innesco della radiazione, causando i fenomeni meteorologici che interessano il nostro territorio ”.


Solo sul fine settimana, il vortice depressionario si attenuava e, scorrendo verso sud-est, raggiungeva il mar Ionio, ma l’insistere di una blanda circolazione di aria fresca orientale, manteneva condizioni di variabilità sulle estreme regioni meridionali e sulla Sicilia, ancora per alcuni giorni. Le temperature tornavano ai valori medi stagionali.

Seguiva una settimana all’insegna della stabilità atmosferica per l’espansione verso est dell’Anticiclone delle Azzorre che assicurava un assaggio di primavera; infatti, mentre le temperature minime scendevano di qualche grado sotto lo zero, le massime superavano di gran lunga quelle del periodo e favorivano la fioritura di primule, pratoline e crocus, … mentre il nocciolo produceva le infiorescenze primaverili.

In coincidenza del secondo weekend  svaniva la proiezione dei modelli matematici che vedevano un blocco alla circolazione atlantica e l’arrivo di correnti fredde da est con ritorno delle neve in pianura Padana e le regioni settentrionali erano raggiunte da una zona depressionaria atlantica. Infatti, a partire da sabato 14 le regioni settentrionali e la Sardegna erano raggiunte da una nuvolosità da sud-ovest che, dalla serata, davano vita alle prime precipitazioni. Nella giornata successiva le precipitazioni diventavano intense su Liguria e Piemonte con ritorno delle nevicate fino a quota 700 metri e, con l’inizio della nuova settimana, i fenomeni interessavano la fascia tirrenica e gran parte delle regioni. Le temperature diminuivano, ritornando prossime ai valori stagionali. 

A seguito del transito verso levante della depressione, un cuneo anticiclonico di matrice africana assicurava una fase di stabilità atmosferica con foschie dense in pianura, sole in montagna e incremento significativo delle temperature massime. La magnolia stellata si ricopriva di candidi fiori e un po’ di rosa si spalmava su alcuni rami di pesco, mentre nei giardini proseguiva la fioritura delle camelie, comparivano i primi fiori della forsizia e i narcisi cominciavano a colorare le bordure.   

Eclisse di sole
L’equinozio di primavera, coincideva con un’eclisse di sole (visibile  al 72% alla nostra latitudine), che, nonostante la presenza di qualche nube di troppo, per circa tre ore teneva col naso all’insù diversi curiosi e, soprattutto, gli astronomi.
In coincidenza col terzo weekend, il campo anticiclonico cedeva sul fianco occidentale e una perturbazione atlantica raggiungeva la nostra Penisola con le prime piogge primaverili e il ritorno delle temperature nei valori medi stagionali; pertanto, non la coda della stagione invernale, come paventato da alcuni, ma una normale variabilità primaverile.

Nel corso dell’ultima settimana giungeva una perturbazione atlantica che assicurava nuove  precipitazioni, poco significative per il nord, ma piuttosto intense per le regioni centro-meridionali.


immagina cromatica che mostra l'espansione dell'Anticiclone delle Azzorre sull'Italia

Seguiva l’espansione verso nord di un cuneo dell’anticiclone delle Azzorre e dalla Penisola Scandinava irrompevano verso l’Italia intense correnti settentrionali. Pertanto, il mese di Marzo si concludeva all’insegna della stabilità atmosferica, ma con forti venti di foehn che spazzavano per oltre 48 ore la Pianura Padana, mentre nuove precipitazioni andavano ad interessare le regioni meridionali e la Sicilia. Le temperature registravano un’impennata al nord, ma una diminuzione al sud.




Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
11 10 10 41,6 45,6 -4,0% 40,6 86,6 140,2 0,0 0,8 0
MARZO'15 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2014 al 31.03.2015 = +65,5 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min. mese g.no min. storica anno
9,80 9,23 +0,57 7,31 26,4 31 29,0 2005/14 -2,2 7 -9,5 2005