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Statistiche meteorologiche 2015 : AGOSTO

La saccatura atlantica che sul finire di luglio aveva attraversato le regioni settentrionali con locali rovesci di pioggia e un significativo calo termico, il primo giorno di Agosto si portava sulle regioni centrali, per poi traghettare verso la fascia adriatica. I numerosi temporali che avevano interessato il nord senza grosse conseguenze, generavano un mini tornado su Firenze (pioggia, grandine e forti raffiche di vento). In particolare, sulla fascia sud della città si ripeteva quanto già visto nel Veneto il mese precedente: centinaia di alberi sradicati o mozzati nella chioma, case scoperchiate, strade trasformate in fiumi di acqua e fango e devastazione ovunque, fortunatamente senza gravi danni alle persone. Ecco come la cronaca documentava l’evento: 

nubifragio a Firenze
















Tromba d'aria a Firenze Tromba d'aria a Firenze Tromba d'aria a Firenze


Mappa delle temperatureDopo la rinfrescata, la pressione tornava ad aumentare, il tempo si stabilizzava e prendeva il via una nuova fase calda. In questo caso l’artefice era l’anticiclone continentale presente sulla Penisola Balcanica che convogliava verso l’Italia e, in particolare, verso le regioni settentrionali, una massa d’aria torrida che infuocava la Pianura Padana nel corso della prima settimana di agosto. Le temperature registravano un crescente giornaliero e il fenomeno “afa” si intensificava oltre misura raggiungendo il suo apice venerdì 7 (come mostrato dalla carta delle temperature), mentre le regioni meridionali restavano al margine con temperature estive nella media del periodo.
Nella serata del giorno 4, il passaggio di un fronte temporalesco a nord delle Alpi, sconfinava sul versante italiano con un nubifragio e una frana di sassi, acqua e fango nell’area di Cortina d’Ampezzo, a S. Vito di Cadore. Il fenomeno risultava particolarmente violento ed esteso e, come documentato dalla cronaca, registrava ingenti danni e, soprattutto, la perdita di alcune vite umane.


Frana a S. Vito di Cadore Frana a S. Vito di Cadore Frana a S. Vito di Cadore



Mappa delle precipitazioni sulle regioni centro-meridionali La fase torrida si attenuava sul finire della prima settimana per l’ingresso nel bacino del Mediterraneo di aria fresca atlantica. Infatti, una depressione atlantica dal Golfo di Biscaglia traghettava verso sud-est, raggiungendo il mar Ionio. Il forte contrasto termico tra l’aria fresca in arrivo e quella presente sulla Penisola innescava una serie di temporali, localmente intensi con grandinate e trombe d’aria,  che dalle regioni settentrionali si estendevano a quelle centrali e meridionali. Le copiose precipitazioni ponevano fine alla cappa di afa e davano un po’ di respiro alla vegetazione che continuava a soffrire l’intensa calura.
I fenomeni diventavano alluvionali sulla Calabria ionica cosentina, dove la quantità di pioggia superava in meno di 24 ore la media stagionale (oltre 200 mm/mq), con conseguente esondazione dei torrenti. Una  valanga di acqua, fango e detriti si riversava sui centri urbani di Rossano e Corigliano Calabro allagando i seminterrati, ma anche il piano terra delle abitazioni, travolgendo ogni cosa e trasportando decine di auto in sosta fino al mare.

Ecco come la cronaca documentava la devastazione:

Nubifragio sulla Calabria ionica Nubifragio sulla Calabria ionica Nubifragio sulla Calabria ionica
















mappa delle precipitazioni sulle regioni centro settentrionali
La “burrasca” di Ferragosto poneva fine ad un’estate torrida. Infatti, dalla sera precedente, una nuova e più decisa depressione atlantica smantellava il muro anticiclonico e, a suon di temporali, trombe d’aria (Golfo di Genova), nubifragi (Roma), fulminazioni (Putignano), tempeste di sabbia (Rimini),  … portava ad un veloce peggioramento delle condizioni meteo presenti sulla Penisola. Dalle regioni nord-occidentali, i fenomeni, localmente intensi si estendevano progressivamente a quelle centro-meridionali.
L’arrivo di aria fresca atlantica portava ad un brusco calo delle temperature (fino a -12°C per le massime e 6/7°C per le minime), misurate il giorno successivo.

cartina cromatica isobarica che mostra l'anticiclone sulla Penisola Scandinava

Nel corso della terza settimana sull’Europa settentrionale si registrava una configurazione barica insolita per la stagione estiva (anche se abbastanza frequente per quella invernale).  Infatti,   per diversi giorni stazionava sulla Penisola Scandinava, un promontorio anticiclonico formatosi a seguito della risalita verso nord della bolla di aria calda che precedentemente aveva stazionato sulla nostra Penisola. In tale contesto, le regioni settentrionali e via via anche quelle centro-meridionali, dalla fascia adriatica a quella tirrenica, registravano una lunga variabilità per via del flusso di correnti di aria artica in discesa dal bordo orientale del suddetto promontorio. Le temperature si riportavano su valori normali per il periodo.







Mappa delle precipitazioni sulle regioni centro-settentrionali.
All’inizio dell’ultima settimana, le regioni centro-settentrionali erano interessate dall’ultima perturbazione atlantica del mese di Agosto. Infatti, una depressione presente sul Golfo di Biscaglia convogliava sulla nostra Penisola un fronte incanalato in un flusso di correnti umide meridionali. Piogge e temporali sparsi interessavano la Pianura Padana, fino alla Toscana e Umbria, mentre il centro-sud era interessato da nuvolosità sparsa e senza fenomeni. Le temperature registravano significative diminuzioni (solo 18,2°C la media del giorno 23/8 con un crollo di poco più di 5°C).







cartina cromatica isobarica che mostra l'espansione verso l'Europa centrale dell'anticiclone nord-africano

Negli ultimi giorni del mese si registrava ancora un’ondata di calore di matrice africana (la seconda di Agosto e la quinta della stagione estiva 2015). Infatti, risaliva di latitudine l’anticiclone nord-africano assicurando stabilità atmosferica sul bacino del Mediterraneo, sull’Italia e gran parte dell’Europa centro-orientale fino al 1° Settembre. Le temperature subivano un nuovo incremento nei valori massimi (fino a punte di 35/36°C) e la media giornaliera superava di oltre 5 °C quella del periodo




Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
12 13 6 55,3 55,4 -0,1% 127,6 141,2 141,3 5 6,5 -1,5
AGOSTO '15 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2014 al 31.08.2015 = +57,0 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959- 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
23,99 23,28 +0,71 20,38 37,0 7 37,5 2003 13,4 20 6,5 1995

Col mese di Agosto si archiviava la stagione estiva 2015 caratterizzata da  "caldo torrido" e "fenomeni meteo violenti" da nord a sud della Penisola. (Positivo, secondo i dati ISTAT, l’incremento turistico con un +20/25% di presenze sia sulle spiagge che nelle città d'arte).

Per gran parte del periodo ha dominato l'anticiclone nord-africano che per ben 5 volte (nella prima e ultima settimana di Giugno, per gran parte di Luglio, nella prima decade e ultima settimana di Agosto), è risalito di latitudine,  raggiungendo l'Europa centro-occidentale nelle prime fasi e quella orientale nelle ultime. Di contro, risultava latitante l'anticiclone delle Azzorre, quello che assicurava un'estate soleggiata, ma moderatamente calda e gradevole dal punto di vista climatico.

Le temperature medie hanno superato di diversi gradi (fino a +6°C) quelle stagionali e per lunghi periodi; inoltre i valori massimi, associati al fenomeno “afa”, hanno creato condizioni ambientali insopportabili non solo nelle zone interne di pianura, ma anche in alcune località costiere. “Più che le punte estreme raggiunte dalle temperature, – diceva il meteorologo - l’aspetto eccezionale che ha caratterizzato questa lunga estate è stato sicuramente il protrarsi, soprattutto in luglio, del "gran caldo"”.

Infatti, col suo soffio caldo, l'anticiclone sub-tropicale ha assicurato stabilità atmosferica, ma ha fatto impennare le temperature che in alcune località hanno superato i 40°C, stabilizzando le massime al di sopra dei 30°C e le minime fino a 25/26°C per lunghi periodi. Inoltre, l'aria calda in risalita dal sahara, scorrendo sul Mediterraneo (le cui acque superficiali hanno registrato temperature in crescita di 4/6°C rispetto alla media stagionale), si è caricata di umidità e ha prodotto fenomeni di intensa "afa" su gran parte delle regioni italiane, particolarmente nei centri urbani, tanto da impegnare la Protezione Civile (soprattutto nella lunga fase di Luglio), a distribuire per strada bottigliette d'acqua a bambini e anziani.

Come accaduto nell'estate 1994 e in quella del 2003, si è così venuta a determinare una coltre di aria calda che per parecchi giorni consecutivi ha ristagnato sull'Europa, coinvolgendo non solo i Paesi più direttamente esposti al clima Mediterraneo, ma anche quelli solitamente interessati dalle traiettorie delle grandi perturbazioni atlantiche, che attraversano quei Paesi anche nei mesi più caldi dell’estate.

"Correnti discendenti soggette a riscaldamento per compressione dinamica (caratteristica dell’area anticiclonica) l’assenza di rimescolamento verticale con conseguente accumulo progressivo di umidità negli strati d’aria prossimi al suolo per intensa evaporazione dalla superficie, l’afflusso di aria tropicale dai quadranti meridionali come conseguenza della circolazione sinottica attivata dalla configurazione anticiclonica presente e soprattutto l’intensa insolazione in presenza di cielo sereno sono stati gli artefici del gran caldo"

Nel corso della stagione alcune perturbazioni atlantiche sono riuscite a sfondare il muro anticiclonico, assicurando un po' di pioggia e mitigando l'arsura (risentita anche diverse piante arboree, senza parlare dei prati letteralmente bruciati dal sole dopo il taglio del fieno), ma in alcune località la loro azione si è manifestata con insolita violenza (da ricordare: la grandinata di Gazzada - Morazzone (VA) in giugno, ma, soprattutto, la violenta tromba d'aria sul Brenta, nel Veneto, in luglio, il nubifragio di Firenze ad inizio agosto e, a seguire, la frana di Cortina d'Ampezzo e il nubifragio sulla Calabria ionica nello stesso mese).

Con riferimento ad alcuni elementi climatici, la temperatura media stagionale ha registrato un incremento di 1,76°C rispetto alla media pluriennale (23,05°C), mentre le precipitazioni stagionali hanno avuto un modesto incremento, pari al 4% (409,8 mm/mq contro una media di 394,6 mm/mq), con 27 giorni di pioggia e 15 temporali.


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