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Statistiche meteorologiche 2014 : GENNAIO

cartina cromatica isobarica che mostra la discesa di latitudine della depressione d'IslandaIl Capodanno del 2014 lo si ricorderà come una giornata mite e serena, ma già il giorno dopo giungeva sulla Penisola la prima perturbazione del mese di Gennaio. Piogge diffuse, ma di modesta entità, interessavano le regioni centro-settentrionali, mentre la neve si attestava intorno ai 700 metri di quota.
Dopo una breve pausa, la profonda depressione d'Islanda dava ancora uno scossone alla figura anticiclonica presente sul bacino del Mediterraneo e sabato 4 giungeva da ovest una seconda e più intensa perturbazione. che interessava tutta la Penisola. Infatti, durante il primo weekend del mese, tutte le regioni ricevevano abbondanti piogge, mentre copiose nevicate andavano a rimpinguare i ghiacciai e le piste delle stazioni sciistiche. Le temperature restavano miti per la stagione e il “generale inverno” era latitante, a tutto vantaggio di una prolungata stagione autunnale.

grafico di un modello previsionale matematicoEcco quanto si leggeva su un sito meteo:
"Abbiamo visto nella giornata di Santo Stefano, l'autunno, con rovesci insistenti su gran parte della Penisola e le nevicate copiose in montagna oltre i 1000 m.
…il weekend dell’Epifania, replicava il tempo avuto tra Natale e S.
Stefano, più attenuato, ma con le stesse caratteristiche, umido, piovoso e nevoso oltre i 1000 m.
E il freddo ?

Il vortice polare è ancora troppo veloce per regalare qualche spiffero freddo a latitudini meridionali e l’atlantico ne approfitterà ancora per molto tempo, …
I modelli oggi non propongono nulla di concreto per una situazione di freddo invernale, dalle statistiche, si suppone che il periodo più freddo, coincida sempre o con la metà di gennaio oppure dai primi di Febbraio. Sbirciando le proiezioni del modello Esembles, sembra ci possa essere un ' indicazione dell'arrivo del freddo dal 13 Gennaio”.

cartina cromatica isobarica che l'espansione dell'anticiclone nord-africano
Nel corso della seconda settimana la faceva da padrone un cuneo dell'anticiclone nord-africano che assicurava tempo soleggiato al centro-sud e temperature miti su tutte le regioni. La fascia alpina restava influenzata dal vortice d'Islanda che inviava diverse perturbazioni verso l'Europa centrale. Nelle valli del nord tornava la nebbia e le gelate notturne mentre sui grossi centri urbani si intensificava il fenomeno dell'inversione termica.




cartina cromatica delle precipitazioni sulla PenisolaAll'inizio della terza settimana, la depressione d'Islanda dava un secondo scossone al cuneo anticiclonico. La circolazione atlantica scendeva di latitudine e una perturbazione piuttosto intensa entrava nel bacino del Mediterraneo con piogge in pianura e copiose nevicate in montagna, a partire dagli 800 metri di quota.

Lo stesso evento si ripeteva venerdì 15 gennaio con l’arrivo della quinta perturbazione a cui ne seguivano altre con la formazione di un vortice ciclonico sul mar Tirreno. L'instabilità atmosferica durava per alcuni giorni e interessava tutte le regioni con piogge in pianura ed ulteriori nevicate sull'arco alpino e lungo l'Appennino centro-settentrionale. Le temperature registravano una sensibile diminuzione, ma i valori medi restavano superiori alle medie del periodo.

Per i giorni seguenti, i modelli matematici a breve termine prevedevano una nuova una fase fredda, ma anche questa andava elusa (a dimostrazione che la dinamicità dell'atmosfera e l'orografia mettono a dura prova il lavoro dei meteorologi ed escludono ogni previsione a lungo termine!).
Si susseguivano giornate abbastanza stabili con brinate mattutine e buon soleggiamento diurno. Ai passaggi nuvolosi che portavano un po’ di pioggia sulle regioni meridionali, seguiva il vento di foehn che spazzava la Pianura Padana.


cartina cromatica isobarica che nostra l'affondo della depressione d'Islanda fino al bacino del MediterraneoIl primo assaggio invernale (non il BIG SNOW sbandierato dai media, ma una normale e temporanea fase fredda!), giungeva a partire dalla serata del 29 gennaio, in coincidenza con i “giorni della merla” (ritenuti dalla tradizione popolare i più freddi dell’anno). Infatti, la depressione d’Islanda, particolarmente attiva in questa stagione invernale, scendeva di latitudine fino a raggiungere le coste africane e richiamava intensi venti sciroccali verso la nostra Penisola. Le correnti umide meridionali davano vita a precipitazioni che interessavano, per diversi giorni, tutte le regioni da nord a sud. A seguito della formazione di una struttura depressionaria di aria fredda sul golfo ligure, la neve giungeva fino in pianura, ma i pochi centimetri erano cancellati abbastanza in fretta dalla pioggia, mentre continuava a soffocare le zone alpine (oltre 2m a Cortina).

La stagione invernali, ma dai connotati tipicamente autunnali, assicurava un record precipitativo, nevoso per l'arco alpino. Infatti, dall’inizio di gennaio, il treno di perturbazioni atlantiche incrementava di diversi metri il livello dei laghi, la portata dei fiumi e il manto nevoso delle zone di montagna.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
6 10 15 22,8 36,6 -13,8% 195,0 78,1 75,0 1,0 12,5 2
GENNAIO '14 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2013 al 31.01.2014 = +365,1 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
4,26 2,61 +1,65 1,8 17 21 24,4 2007 -4,0 01/29 -10,0 1993