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Statistiche meteorologiche 2014 : DICEMBRE '13

mappa delle precipitazioni sull'Italia
Nei primi giorni di Dicembre, la fascia adriatica dall'Abruzzo alla Puglia, quella Ionica e la Sicilia erano funestate da un'area di bassa pressione già presente sul Mediterraneo meridionale sul finire del mese precedente. Infatti, alimentato da aria polare in discesa dalla penisola Scandinava, il vortice ciclonico richiamava intense correnti umide da sud-ovest che generavano piogge insistenti e torrenziali e violente mareggiate lungo le costa.  

Anche in questo caso, l'intensità dell'evento era accentuata dalla sua lunga durata. Inoltre una copiosa massa precipitativa allagava campagne e centri urbani per via dell'esondazione di fiumi e torrenti (come il Basento), che normalmente sono rivoli insignificanti o completamente asciutti e causavano ingenti danni e alcune vittime civili. Ecco come testimoniavano le foto di cronaca di alcuni quotidiani:

alberi divelti a Roma
a Roma
allagamenti a Crotone
a Crotone
allagamenti a Pescara
a Pescara
allagamenti a Bari
a Bari
il fiume Basento
il fiume Basento
“Come ormai accade da diversi anni, la causa di eventi tanto disastrosi non è da imputare solo alla imprevedibilità e alla furia della natura. In molti casi, una notevole dose di responsabilità ricade sulla gestione del territorio da parte dell’uomo. Un esempio eclatante è, in quest’ultimo disastro l’esondazione del fiume Pescara. Infatti, l’incremento della portata del fiume è stata ostacolata da quintali di rifiuti edili scaricati illegalmente nell’area dell’ex draga. Pertanto, la piena del fiume non trovando questa sorta di cassa di espansione è straripato oltre gli argini della strada invadendo le strade e i palazzi a ridosso della zona” (il cronista)

braccio anticiclonico azzorriano in espansione sull'Europa centraleDopo quattro giorni di intensa attività temporalesca e violente raffiche di vento, la fase di maltempo che aveva imperversato sulle regioni meridionali si esauriva e una robusta figura anticiclonica riconquistava il bacino del Mediterraneo garantendo un deciso  miglioramento, con il sole che gradualmente prendeva il sopravvento sulle nubi, ad iniziare da mercoledì 4 dicembre.

Sulle restanti regioni erano confermate condizioni di tempo sereno e soleggiato, seppur con brinate notturne conseguenti al ritorno di aria fredda da est. Le temperature recuperavano alcuni gradi nei valori massimi, ma le medie stentavano a raggiungere i valori medi stagionali.

Durante il primo weekend il versante Adriatico era sfiorato da correnti fredde in arrivo sui Balcani, ma con una modesta instabilità e fenomeni poco significativi dalle Marche alla Puglia.

campo anticiclonico di matrice sub-tropicale sul becino del MediterraneoLa seconda e parte della terza settimana erano caratterizzate dal dominio di una robusta figura anticiclonica rinvigorita dall'espansione verso nord dell'anticiclone africano. Il tempo era stabile e soleggiato nelle ore centrali della giornata, ma con nebbie e gelate di primo mattino. Nei centri urbani dominava il fenomeno dell'inversione termica con progressivo accumulo di smog e polveri sottili negli strati bassi dell’atmosfera e a livello del suolo. Nonostante il soleggiamento diurno i valori medi di temperatura risultavano di qualche grado inferiori a quelli del periodo.

mappa delle precipitazioni sulle regioni centro-settentrionali dell'ItaliaDopo quasi venti giorni di brinate mattutine, a partire dal giorno 19 una profonda depressione ad ovest delle Isole Britanniche erodeva il muro anticiclonico e una perturbazione atlantica raggiungeva la Penisola, assicurando un salutare rimescolamento dell'aria ed il ritorno delle precipitazioni sulle regioni settentrionali (nevose fino a 600 metri di quota, per via del cuscino freddo presente sulla Pianura Padana, con accumuli di 23-30cm sulle Alpi al di sopra dei 1000 metri di quota). Le temperature minime si riportavano al di sopra dello zero, mentre le massime registravano una significativa diminuzione.

La perturbazione scorreva sul bordo occidentale dell'anticiclone presente sui Balcani perdendo progressivamente vigore e, con l'aumento della pressione assicurava alcuni giorni di stabilità atmosferica.

vortice di aria polare in discesa dalla Scandinavia nel bacino del Mediterraneo
Si giungeva così al 25 dicembre, quando una nuova e più profonda depressione atlantica inviava verso il bacino del Mediterraneo una nuova perturbazione (denominata dai media la “tempesta di Natale”), che risultava più attiva della precedente e raggiungeva nella giornata di S. Stefano anche le regioni meridionali. Le intense correnti sud-occidentali assicuravano pioggia in pianura (257 mm/mq in 48 ore) e copiose nevicate in montagna, con quota neve oltre i 700 metri sulle Alpi.
Con i suoi 325 mm/mq, dicembre 2013 raggiunge il record delle precipitazioni; per ritrovare un quantitativo prossimo bisogna risalire al 1959 (304.6 mm/mq - valore registrato dalla stazione meteo di Venegono).

Seguiva una rimonta anticiclonica e l'anno civile 2013 si concludeva con una serena, ma fredda notte di S. Silvestro.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
20 2 9 46,0 33,3 +12,7% 325,0 76,8 82,2 0 6,7 0
DICEMBRE '13 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2013 al 31.12.2013 = +248,2 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
2,38 3,06 -0,68 2,7 15,6 28 18,8 1991 -5,6 13 -11,2 2009