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Statistiche meteorologiche 2013 : MAGGIO

mappa delle precipitazioni sulle regioni settentrionaliPer le regioni settentrionali, i primi giorni di Maggio, registravano la variabilità del mese precedente con temporali e rovesci pomeridiani, mentre al sud persisteva il regime anticiclonico con clima caldo e stabile e temperature superiori alle medie del periodo.
Superato il primo weekend all’insegna della pioggia, la settimana successiva registrava qualche ora in più di sole, ma limitatamente alle ore del mattino. Nel corso del pomeriggio, infatti, complice una depressione fredda in quota che dalla Francia si spostava lentamente verso i Balcani, cumuli imponenti dominavano la fascia alpina con locali fenomeni temporaleschi. I valori di temperatura tornavano prossimi a quelli stagionali e in alcuni casi li superavano leggermente.

mappa delle precipitazioni sulle regioni settentrionaliPurtroppo, come anticipato dai modelli matematici, i tanti che speravano in una fase stabile e magari con temperature gradevoli restavano delusi anche dalla conclusione della prima decade. Infatti, dalle prime ore di venerdì 10 irrompeva da ovest la terza perturbazione del mese pilotata da una profonda depressione posizionata sulle Isole Britanniche e nuove piogge e temporali interessavano inizialmente le regioni settentrionali, per poi estendersi al resto della Penisola. Le temperature registravano una nuova sensibile diminuzione e, non a caso, nelle ore serali scattavano i caloriferi non ancora spenti.

Seguivano correnti fresche nord occidentali che assicuravano la temporanea espansione verso l’Europa centrale dell’anticiclone delle Azzorre con alcuni giorni di cielo sereno. Il buon soleggiamento consentiva un deciso rialzo delle temperature (fino a 24°C) e ciò favoriva la fioritura del sambuco e delle robinie.

mappa cromatica che mostra la discesa di latitudine del nucleo di aria fredda polare

mappa delle precipitazioni sulle regioni centro settentrionaliMa la variabilità primaverile (dimenticata da alcuni anni), complice l’assenza di una figura anticiclonica stabile sul bacino del Mediterraneo, interessava la nostra Penisola anche nel corso della seconda decade. Infatti, a partire da mercoledì 15 una profonda depressione atlantica scendeva di latitudine fino a lambire le coste algerine e innescava un nuovo e intenso richiamo di correnti umide sciroccali contro la barriera alpina. Nelle due giornate successive, mentre al centro sud e Sicilia si registravano temperature intorno ai 30°C, estese precipitazioni, localmente intense, interessavano le regioni centro settentrionali con allerta meteo in Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Frane e smottamenti interessavano diverse aree e situazioni drammatiche si vivevano nel Vicentino e Padovano per via di accumuli rilevanti di pioggia ed esondazione di vari torrenti (come il Bottiglione), mentre il Po si ingrossava (+5,5m) a dismisura tracimando in più punti e il Verbano raggiungeva la prima soglia di esondazione. Le temperature scendevano di diversi gradi rispetto alla media del periodo (fino a -7,4°C il giorno 16), e precipitazioni nevose ricomparivano a quota 1500 metri in Valle d’Aosta.

mappa dei temporali previsti lungo la fascia alpina occidentale La fase perturbata si protraeva per diversi giorni, col susseguirsi al nord di fronti temporaleschi che incrementavano l’accumulo precipitativo (superava di oltre 50mm/mq il valore medio pluriennale), mentre sulle regioni centro meridionali si vivevano condizioni estive.

Col sopraggiungere di correnti fresche da nord-ovest per via di una temporanea espansione dell’anticiclone delle Azzorre verso l’Europa centrale, agli inizi della terza decade si registravano un paio di giorni di stabilità atmosferica con cielo sereno e rialzo delle temperature, ma la variabilità primaverile aveva in serbo ancora una sorpresa.

carta cromatica che mostra il secondo nucleo di aria polare in discesa verso il bacino del Mediterraneofoto del Passo del Tonale coperto di neveInfatti, nella giornata di venerdì 24 scendeva di latitudine un nucleo di aria fredda polare che si spalmava su tutta l’Europa centrale, coinvolgendo ancora il nord della Penisola.
Ne seguiva un deciso peggioramento del tempo con piogge e temporali che dal Triveneto si estendevano a tutte le regioni settentrionali. Inoltre, la decisa diminuzione dei valori di temperatura (-9,16°C il giorno 25) riportava la neve tra i 900 e 1000 metri di quota sulla fascia alpina e al Passo del Tonale coinvolgeva la tappa del Giro d’Italia.

Nell’ultima domenica del mese, il vortice freddo raggiungeva anche le regioni centro meridionali creando condizioni di estrema instabilità, mentre l’ingresso di venti da nord spazzavano le nubi e assicuravano sulle regioni settentrionali un discreto soleggiamento e il recupero di qualche grado di temperatura.

Cartina cromatica che mostra il terzo nucleo di aria fredda polare in discesa verso il bacino del Mediterraneo Nei giorni seguenti il vortice freddo andava a colmarsi, muovendosi verso nord est, ma, dopo appena 48 ore di cielo sereno e significativo rialzo termico, nella giornata del 28 giungeva sul bacino del Mediterraneo un nuovo nucleo di aria fredda polare che faceva crollare nuovamente le temperature (-6,16°C il giorno 29), mentre la dodicesima perturbazione del mese di maggio generava sulle regioni settentrionali copiose precipitazioni al piano e nuova neve in montagna al di sopra del 1500 metri di quota.

Il mese verrà ricordato come uno dei più freddi degli ultimi 30 anni e molto simile a quanto accadeva durante la stagione primaverile sul finire degli anni '70 e inizio degli anni '80.



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
4 16 9 43,3 29,7 -14,1% 235,8 188,6 177,5 4 6,5 - 2,5
MAGGIO '13 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2012 al 31.05.2013 = +74,1 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
16,03 17,99 -1,96 14,98 27,0 2 34,4 2001 4,5 26 -0,2 1984

CONSIDERAZIONI SULL’ANDAMENTO DELLA PRIMAVERA

La stagione primaverile 2013 è passata quasi del tutto inosservata, nel senso che ha mancato il clima mite che solitamente la caratterizza ("la più fredda degli ultimi 30 anni" titolavano alcuni quotidiani - piuttosto simile a quelle della fine degli anni settanta e inizi anni ottanta). Infatti, alcune fioriture (come le rose) hanno attesto i primi giorni di giugno e anche le piante dell'orto hanno stentato a crescere; inoltre, la ricca fioritura di robinie e sambuco è stata sferzata da continue precipitazioni e temperature insolitamente fredde per il periodo.
Dal punto di vista meteorologico, tutti e tre i mesi sono stati caratterizzati da una marcata variabilità prodotta dalla depressione d'Islanda che ha prevalso sull'anticiclone delle Azzorre; infatti, se Aprile è risultato più mite e soleggiato, Marzo e Maggio hanno visto scendere di latitudine nuclei freddi di aria polare che hanno ripetutamente fatto crollare i valori di temperatura di quasi 10°C rispetto alle medie del periodo.
La temperatura media stagionale è risultata di 12,02°C (di ben 1,39°C inferiore a quella stagionale), con un leggero incremento in Aprile (+0,18°C), ma con valori decisamente inferiori a Marzo (-2,39°C) e Maggio (-1,96°C).
Di contro, le precipitazioni hanno registrato un incremento del 43% (34% a Marzo, 67% in Aprile e 25% a Maggio), colmando il deficit invernale e assicurando un discreto incremento rispetto alla media stagionale.


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