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Statistiche meteorologiche 2013 : FEBBRAIO


Il mese di Febbraio, quasi ad emulare quello dello scorso anno, si dimostrava scoppiettante dal punto di vista meteorologico (basti pensare ai temporali che interessavano l’arco alpino centrale lunedì 4, fenomeni molto rari nei mesi invernali), a sottolineare che la stagione invernale era ben lungi dal congedarsi senza far sentire i “ruggiti freddi” che la contraddistinguono e senza dimenticare che il periodo più freddo dell’anno cade tra la fine di gennaio e la prima decade di febbraio.

la cartina mostra il flusso di correnti di aria polare marittima in discesa dalla penisola Scandinava
Infatti, nel corso della prima settimana, dalla penisola Scandinava scendeva verso il bacino del Mediterraneo un vortice di aria polare di origine marittima. Le regioni nord occidentali restavano protette dalla barriera alpina e interessate da fenomeni di foehn, mentre quelle centro meridionali e le due isole maggiori erano investite da violente raffiche di vento, temporali e copiose nevicate lungo tutto l’Appennino e fino a quote collinari in Abruzzo, Basilicata e Calabria. Le temperature registravano ovunque una sensibile diminuzione.




cartina cromatica isobarica che mostra la discesa di latitudina di aria polare verso il bacino del MediterrraneoSul finire del primo weekend, complice lo spostamento verso nord dell'anticiclone delle Azzorre e come aveva ben intravisto il modello previsionale Europeo, scendeva di latitudine una seconda depressione artica con annessa perturbazione. Essa entrava sull'Europa dal golfo di Biscaglia, dando luogo alla formazione di un minimo depressionario in prossimità del golfo Ligure. Si realizzava così una delle configurazioni invernali e nevose per le regioni settentrionali. Infatti, su una struttura barica fredda si innestava rapidamente un'intensa perturbazione atlantica con il suo carico di umidità.



mappa delle precipitazioni nevose sulla Penisola Inoltre, il minimo depressionario in prossimità del golfo Ligure, dava ulteriore forza al sistema perturbato con un intenso richiamo di correnti umide e temperate da sud-ovest. In tale contesto, il cuscino freddo sulla conca Padana trasformava in neve le precipitazioni in arrivo sulle pianure delle regioni settentrionali, Emilia e Toscana e fino alle coste Liguri con accumuli di un certo rilievo (20/40 cm in 24 ore) nelle giornate di lunedì 11 e martedì 12 febbraio.

Nei giorni seguenti il minimo depressionario si spostava verso sud-est, ma persistevano le correnti fredde settentrionali, attivate dalla verticalizzazione verso i meridiani dell'anticiclone delle Azzorre. Questo afflusso accentuava la circolazione depressionaria sulle regioni meridionali con instabilità persistente, in risalita lungo la fascia adriatica fino all'Abruzzo e alla Marche, mentre il nord, protetto dalla catena alpina, godeva di tempo discreto a parte le nebbie e le gelate al primo mattino.

Con l'inizio della terza settimana prendeva il via una seconda fase fredda. Infatti, l’anticiclone Azzorriano si spostava verso est, inglobando l'Europa centrale e attivando una discesa di aria siberiana continentale, piuttosto fredda, verso l'Adriatico e la conca Padana.
Dal pomeriggio di mercoledì 20 febbraio si assisteva ad un nuovo cambiamento. Infatti, sul nucleo di aria fredda in arrivo dai Balcani cominciavano a scorrere correnti umide occidentali che, nelle giornate di giovedì 21 e venerdì 22 febbraio assicuravano deboli nevicate sulle regioni settentrionali, ma fenomeni intensi sulle regioni centro meridionali.

mappa delle precipitazioni sulle regioni centro-settentrionaliSeguiva una fase di stabilità, ma durava appena 24 ore. Infatti, nell'ultimo weekend giungeva dalla Spagna un profondo vortice ciclonico con annessa perturbazione che interessava tutta la Penisola con copiose nevicate al centro nord (particolarmente interessata l’Emilia Romagna), violente mareggiate lungo le coste tirreniche e piogge abbondanti sulle regioni meridionali.

La circolazione depressionaria a carattere freddo, persisteva sul Mediterraneo fino a fine mese, slittando lentamente verso ovest e colmandosi gradualmente, mentre la Penisola tornava a condizioni di stabilità, a seguito dell'espansione dell'anticiclone delle azzorre verso l'Europa centrale. Dopo essere rimaste al di sotto dei valori medi stagionali per gran parte del mese, le temperature rientravano nella norma e il mese si chiudeva con una giornata mite e parzialmente soleggata.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959-1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
10 12 6 40,3 45,5 -5,2% 47,6 65,0 89,0 16,0 3,2 5
FEBBRAIO '13 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2012 al 28.02.2013 = -113,4 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959-1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
3,11 4,39 -1,28 3,50 14,8 4 23,2 2012 -5,5 14 -13,8 2012

La stagione invernale 2012/2013 si è caratterizzata per rigidità e fenomeni nevosi al piano fin dai primi giorni di dicembre. Infatti, la prima ondata di aria artica ha invaso l'Europa centrale nella prima metà del mese con copiose nevicate a nord delle Alpi e spolverate di alcuni centimetri sulla pianura Padana.
Durante il periodo natalizio, il capodanno e la prima settimana di gennaio ha dominato l'anticiclone sub-tropicale con giornate insolitamente miti e soleggiate. Fenomeno che si è ripetuto nei "giorni della merla", mentre il mese di gennaio è stato caratterizzato dalla circolazione atlantica, ma con fenomeni significativi a nord delle Alpi e sulle regioni meridionali.
Le altre due ondate di aria artica in discesa verso il bacino del Mediterraneo si sono registrate a febbraio. Infatti, nel corso del mese le temperature medie sono rimaste al di sotto dei valori medi del periodo per oltre 20 giorni e diversi fenomeni nevosi hanno interessato le aree pianeggianti del centro-nord.
In totale sono stati misurati 33 cm di neve al piano, ma le precipitazioni complessive sono risultate di appena 112,2 mm/mq (-53% rispetto alla media pluriennale), mentre la temperatura media stagionale è stata di 2,92°C, contro una media pluriennale di 3,35°C.