MeteoBrebbia, navigazione veloce.
menu principale | contenuto principale | menu secondario | piè di pagina
logo dell'Associazione Varesina per l'Eco-Speleologia

via IV Novembre, 27
tel. 0332 770456
fax 0332 970730
sei in home >> archivio dati >> 2013 >> dicembre'12

contenuto

Statistiche meteorologiche 2013 : DICEMBRE '12

cartina cromatica che mostra la discesa di latitudine di aria fredda polareCon l’inizio del nuovo anno meteorologico prendeva il via, in modo deciso, la “stagione invernale”; infatti, a differenza degli anni passati, il profondo vortice ciclonico che aveva prodotto le copiose precipitazioni degli ultimi giorni di Novembre, alimentava una circolazione da nord-ovest verso sud-est con discesa di aria artica verso l’Europa centrale e il bacino del Mediterraneo. In tale contesto le temperature registravano un netto calo, con valori sotto zero anche in pianura e compariva la prima neve a quote collinari al nord e sull'Appennino settentrionale e centrale, fino a 700/800 metri di quota.


mappa delle precipitazioni sulla PenisolaNei giorni seguenti continuava il flusso freddo dall’Islanda con la discesa di intense depressioni atlantiche; infatti, nella notte dell’Immacolata, un fronte freddo al suolo e un vortice freddo in quota (con temperature di -35°C a 5000m), entrando dalla valle del Rodano e dalla porta della Bora, imbiancavano Milano, Torino e Venezia. Tra la Liguria e la Toscana si formava un profondo vortice ciclonico che flagellava le coste con intense raffiche di vento e violenti mareggiate e imbiancava tutta la fascia appenninica (fino a 600 metri di quota), dall’Emilia alla Calabria, mentre un susseguirsi di temporali interessava Campania, Puglia e Sicilia.

Con l’inizio della seconda decade il vortice traghettava sui Balcani e si tornava ad un tempo stabile, ma le correnti gelide settentrionali che avevano imbiancato gran parte dell’Europa centrale con 60/80cm di neve, mantenevano i valori di temperatura inferiori a quelli del periodo.

mappa delle precipitazioni nevose sulle regioni settentrionaliLa fase stabile durava ben poco; infatti, prima di archiviare la prima fase fredda della stagione invernale, le regioni settentrionali assistevano alla prima nevicata, la cosiddetta “nevicata di addolcimento”; infatti, dal tardo pomeriggio del giorno 13, si intensificavano le correnti umide sud-occidentali e nei due giorni seguenti i fiocchi bianchi coprivano per quasi 20 cm la Pianura Padana. Successivamente la fase perturbata si spostava al centro-sud con piogge e temporali in pianura e significative nevicate sull’Appennino.

La circolazione atlantica restava attiva per tutta la seconda decade e faceva affluire verso l’Europa centrale nuovi fronti, i cui fenomeni interessavano prevalentemente i paesi esteri e le regioni meridionali, mentre sulla Pianura Padana persisteva al suolo una circolazione da est, responsabile di estese brinate e valori di temperatura inferiori alla media del periodo.
In tale contesto e con un'inversione termica che vedeva temperature di 5-6°C a 1500 m, la veloce perturbazione che interessava la Penisola nel solstizio d’inverno, lasciava indenni le regioni settentrionali e concentrava i fenomeni sulle due isole maggiori e la fascia adriatica.

cartina cromatica isobarica che mostra l'estensione dell'anticiclone sul bacino del MediterraneoAgli inizi della terza decade prendeva vigore l’anticiclone delle Azzorre che, conquistando il bacino del Mediterraneo, regalava alcuni giorni di stabilità e un clima insolitamente mite per la stagione al sud, mentre le valli del nord e la Pianura Padana erano interessate da nebbie estese, per via di un ritorno di aria fredda dai Balcani.

Nei giorni seguenti, l’aspetto che balzava agli occhi era l’assenza del “grande freddo” tipico dei mesi invernali e si andava incontro ad un Natale mite e stabile su gran parte delle regioni. Infatti, il 25 dicembre si caratterizzava per un tempo grigio e uggioso con locali pioviggini nelle valli del nord e cielo sereno e soleggiato al centro sud.

L'anno 2012 si congedava all'insegna dell’anticiclone, lo stesso scenario degli anni ’90, tranne che per la siccità, con un’inversione termica che generava nebbie persistenti nelle valli ed accumulo di inquinanti al suolo, soprattutto nelle città.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
15 8 8 37,6 33,1 +4,5% 35,8 81,0 82,2 16 6,7 3
DICEMBRE '12 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2012 al 31.12.2012 = -45,2 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
2,38 3,06 -0,68 2,7 15,6 28 18,8 1991 -5,6 13 -11,2 2009