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Statistiche meteorologiche 2011 : FEBBRAIO

Fin dai primi giorni di Febbraio la Penisola viveva due situazioni meteo nettamente differenti: alta pressione al nord con cielo sereno e temperature in graduale aumento, profonda depressione sulle coste Algerine con tempo instabile e perturbato su Sicilia, Calabria e Puglia.

cartina cromatica isobarica cartina delle temperatureNei giorni seguenti la circolazione depressionaria esauriva la sua energia con un generale miglioramento delle condizioni meteo sulle regioni meridionali, mentre si consolidava la struttura anticiclonica che assicurava tempo stabile e soleggiato fino a quasi metà mese.  Fenomeni di inversione termica investivano prepotentemente i grossi centri urbani della Pianura Padana con un progressivo aumento di nebbia e smog (polveri sottili ben 3 volte oltre la soglia di guardia!) e a ben poco servivano le domeniche senza auto o la limitazione del traffico.

mappa delle precipitazioni sull'ItaliaCon l'inizio della terza settimana, veniva definitivamente accantonata la fase fredda e, a seguito del graduale sfaldamento della struttura anticiclonica, si riapriva la porta atlantica. Giungeva, così sull'Italia un treno di perturbazioni. Le prime si sfaldavano contro il muro anticiclonico, ma quella che abbordava la Penisola nella giornata del 16, riportava la sospirata pioggia (che tardava dal 10 gennaio) su gran parte della Penisola e abbondanti nevicate sulle Alpi fino a 1000m (20 cm a Campo dei Fiori); infatti, la profonda depressione atlantica entrava nel Mediterraneo e alimentava le correnti umide meridionali con un buon ricambio d'aria a favore dei grandi centri urbani e precipitazioni distribuite su gran parte della Penisola a partire dalle regioni nord occidentali. Le temperature registravano valori superiori alla media del periodo.

cartina cromatica isobarica
Seguiva un temporaneo miglioramento con un fine settimana mite e soleggiato, ma con l'inizio della terza decade la Penisola veniva a trovarsi nel mezzo tra una poderosa figura anticiclonica ad ovest ed aria fredda in arrivo da nord est. Una vera prova di forza tra la nuova stagione primaverile e l'inverno che tentava di dare uno scossone alla blanda stagione invernale: “Primavera ad ovest e inverno ad est” titolavano alcuni portali meteo.
Gli impulsi di aria fredda in arrivo dai quadranti orientali interessavano il versante adriatico con abbondanti nevicate sull'Appennino centro meridionale, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata.

Nei giorni seguenti si registravano condizioni di tempo stabile e freddo secco al nord e lungo il versante Tirrenico, mentre una certa instabilità insisteva sul medio e basso adriatico ed in genere al sud Italia.
L'ultimo fine settimana era caratterizzato da un ulteriore impulso freddo atlantico che innescava una circolazione depressionaria sul mar Tirreno. Ne conseguiva una instabilità diffusa che interessava praticamente tutte le regioni con fenomeni maggiormente intensi al centro sud e mari molto mossi, mentre al nord le precipitazioni erano di debole intensità, con la neve che scendeva fino a quote collinari. Le temperature si riportavano nella media del periodo.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media 1984-2008 media 1959-1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
5 13 10 40,5 45,9 -5,4% 64,5 67,2 89,0 0 3,6 -3,6
FEBBRAIO '11 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2010 al 28.02.2011 = +10,0 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1984 media 1959-1983 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
5,09 4,24 3,72 20,0 6/7 22,8 1990 -5,0 3 -10,0 1991


La stagione invernale 2010/2011 viene archiviata tra quelle meno entusiastiche. Dopo una partenza sprint nei mesi di novembre e dicembre, gennaio e febbraio sono risultati molto deludenti per le nostre regioni settentrionali; infatti, le due irruzioni fredde di gennaio e quella di febbraio hanno prodotto instabilità e fenomeni essenzialmente lungo la fascia adriatica e al centro-sud; inoltre a gennaio le regioni settentrionali hanno registrato un deficit idrico del 60% e solo una modesta spolverata bianca e febbraio è stato caratterizzato da una robusta figura anticiclonica con temperature superiori alla media del periodo. L'hanno fatta da padrone la nebbia e lo smog che hanno messo in ginocchio i grandi centri urbani, mentre per le zone turistiche alpine la neve s'è ridotta al minimo.

La temperatura media stagionale è risultata di 2,89°C (3,22°C la media pluriennale), mentre le precipitazioni si sono attestate su 241,4 mm/mq (+4% rispetto alla media pluriennale).