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Statistiche meteorologiche 2010 : GENNAIO

La partenza del nuovo anno solare si presentava molto dinamica e soprattutto fredda; infatti, il 2 gennaio partiva il secondo episodio freddo che riportava la nostra Penisola in una situazione climatica tipicamente invernale.

cartina cromatica delle temperature con vortice freddo sul mar TirrenoL'alta pressione delle Azzorre si espandeva verso il Regno Unito e nuova aria fredda scendeva verso il bacino del Mediterraneo. I fronti atlantici che si susseguivano da ovest verso est assicuravano episodi nevosi dal Triveneto, all'Emilia e fino al Molise (veniva imbiancato anche il Vesuvio) e piogge al sud della Penisola. Le regioni nord occidentali restavano sottovento ed erano interessate da copertura nuvolosa compatta e temperature di qualche grado inferiore alla media.
Nei giorni seguenti insisteva la circolazione depressionaria con apporto freddo da ovest e anche per l'Epifania si registravano generali condizioni di instabilità su tutto il territorio, con piogge diffuse al centro sud e schiarite al nord, alternate a occasionali e deboli nevicate a est.




cartina cromatica : il colore fucsia indicherebbe un flusso di aria gelida siberianamappa delle precipitazioni previsteIl deciso peggioramento segnalato dai modelli matematici per il giorno 8, con neve abbondante sulle pianure piemontesi e lombarde si esauriva in una modesta pioggia autunnale. Infatti, l'area depressionaria si formava sulle Baleari e le gelide temperature presenti sulla Pianura Padana erano mitigate dal vento di scirocco. Non mancavano le nevicate su tutto l'arco alpino, Cuneo, Alessandria, Appennino Ligure, Aosta, basso Piemonte, nel Piacentino e provincia di Pavia.

“Nei giorni scorsi, - scriveva E. Buonaguidi - noi ed insieme a tutti i siti meteo, avevano posto l'accento sulla possibilità che nella serata di giovedì e per buona parte di quella di venerdì tutto il nord ovest fosse interessato da una copiosa nevicata.  Man mano che i giorni passavano i modelli matematici continuavano a proporre tale situazione, era quindi ovvio dare per certo l'evento. Purtroppo, però, come già successo all'ultimo minuto ecco quello che non ti aspetti, a dispetto di tutto e di tutti il minimo depressionario decide di posizionarsi troppo ad ovest dell'Italia, impedendo la nevicata preventivata sul nord Ovest. Questo ci deve far riflettere, nel bene e nel male. La Meteorologia non è una scienza perfetta, nulla è scontato fino all' imminenza dell'evento. Purtroppo dobbiamo rassegnarci a questa evidenza, i modelli matematici raccolgono dati li elaborano, fanno sicuramente il loro dovere ma alla fine è la natura che decide ( fortunatamente)”.

Nei giorni seguenti, mentre sul resto dell'Europa imperversava il “generale inverno”, con neve, gelo e bufere di vento che mettevano a dura prova la circolazione (stradale, aerea e ferroviaria), alle nostre latitudini le cose andavano un po’ meglio; infatti, la Penisola continuava ad essere interessata da due tipi contrapposte di circolazione: da un lato impulsi relativamente freddi da est, dall'altro correnti umide atlantiche in seno alle quali viaggiavano diversi corpi nuvolosi che andavano ad interessare essenzialmente le nostre regioni centro meridionali.

Sul finire della prima decade, le piogge torrenziali mettevano a dura prova la Liguria, la Toscana, il Lazio e la Campania con  l'esondazione di diversi torrenti e la piena (oltre 10m) di alcuni fiumi come l'Aniene, il Tevere, il Sarno.
    
immagine meteosat con vortice ciclonico sulle regioni settentrionali immagine meteosat con vortice ciclonico sulle regioni meridionali

L'alternanza di brevi pause asciutte e il transito di perturbazioni atlantiche proseguiva per gran parte della seconda decade, con fenomeni (talvolta intensi) che interessavano alternativamente le regioni centro settentrionali e quelle meridionali compresa la Sicilia.
Nuove correnti fredde provenienti da est lambivano i versanti adriatici sul finire della seconda decade, ma con fenomeni del tutto irrilevanti;  infatti, ben presto riprendeva il flusso delle correnti umide e temperate atlantiche nelle quali continuavano a inserirsi fronti più o meno intensi. Le temperature risultavano insolitamente miti al centro sud, ma fredde al nord per il ritorno di aria da est, con conseguenti formazioni nebbiose che rendevano il cielo grigio per gran parte della terza decade.
Una perturbazione in transito il giorno 26 lasciava una modesta spolverata di bianco al nord, ma assicurava precipitazioni consistenti al centro-sud con fenomeni anche intensi.

cartina cromatica: il flusso freddo polare che raggiunge la Penisola sul finire del mese mappa delle precipitazioniSul finire del mese e in concomitanza dei “giorni della merla”, a seguito dello spostamento verso la Groenlandia dell'anticiclone delle Azzorre, si assisteva ad una nuova discesa di aria artica che interessava l'Europa centrale e gran parte della Penisola con nevicate su Emilia Romagna, Marche e Abruzzo e ulteriori fenomeni piovosi al sud. Le regioni settentrionali registravano fenomeni di foehn e un brusco calo delle temperature.




Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media 1984 - 2008 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
7 12 12 17,9 37,9 -20,0% 50,3 83,9 75,0 0,0 13,1 1
GENNAIO '10 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2009 al 31.01.2010 = +22,5 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1984 media 1959 - 1983 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
1,59 2,48 1,9 13,0 1/15 24,4 2007 -5,4 20 -12,4 1985