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Statistiche meteorologiche 2009 : LUGLIO

cartina cromatica che evidenzia l'area ciclonica sulle Isole BritennicheIl mese di Luglio iniziava con un campo barico livellato e abbastanza stabile su gran parte della Penisola, La struttura anticiclonica, tuttavia, non risultava omogenea e sufficiente a garantire completa stabilità; infatti, una fessura ad est faceva affluire correnti fresche dai Balcani, responsabili di fenomeni temporaleschi pomeridiani su Alpi, Prealpi e Appennino centro meridionale, che in alcuni casi risultavano di forte intensità (vedi nubifragio sulla Capitale del giorno 3/7). Le temperature restavano pressochè stazionarie con valori compresi tra i 27 e 33°C.

mappa cromatica delle precipitazioni al nordSul finire della prima decade, il nord Italia e l’Appennino settentrionale risentivano degli influssi di una depressione atlantica che stazionava per diversi giorni tra le Isole Britanniche e la Scandinavia e favoriva l’arrivo di correnti fresche responsabili di instabilità pomeridiana al nord e parte del centro, oltre ad una generale rinfrescata su tutte le regioni settentrionali.



mappa cromatica che evidenzia l'espansione verso nord dell'anticiclone nord africanoNel corso della seconda decade si registrava la terza ondata calda dell’anno meteorologico in corso (la seconda della stagione estiva). Anche per l’assenza dell’anticiclone delle Azzorre; l’anticiclone nord Africano, estendendosi verso nord-est, prendeva possesso del bacino del Mediterraneo e dettava le sorti della stagione estiva sulla nostra Penisola. mappa cromatica delle temperature sulla PenisolaCol suo respiro caldo favoriva un progressivo aumento delle temperature su tutte le regioni, ma ne  risultavano particolarmente colpite la Sardegna, la Sicilia, le aree della Pianura Padana e i grandi centri urbani, con temperature che superavano per diversi giorni i 35-36°C ed un tasso di umidità particolarmente alto che, in alcuni casi, toglieva il respiro.
L’estate fa sul serio – scriveva il meteorologo E. Buonaguidi - Quell'odiato ed amato, a seconda dei casi, anticiclone Nord Africano si divertirà nuovamente a indispettire molti abitanti della nostra Penisola apportando una fase di caldo che al momento appare anche abbastanza lunga rispetto alle precedenti. Gradualmente le temperature lieviteranno fino a portarsi oltre le medie stagionali, in modo particolare su Sardegna, Sicilia ( 37°-38°) zone interne del centro sud ( 36°) ed ovviamente la pianura Padana (35°) il tutto accompagnato da un sensibile aumento del tasso di umidità che ci farà soffrire non poco.
Le estati italiane da una decina di anni a questa parte mostrano due importanti varianti ovvero: fasi altalenanti tra ondate di calore con altrettanti fasi di aria fresca, ma soprattutto abbiamo perso l'anticiclone delle Azzorre che garantiva stabilità ed una caldo molto più sopportabile, ed anche questa stagione estiva sembra ormai voler rispecchiare in pieno tale situazione.
Questa terza ondata di calore molto probabilmente si prospetta essere la più lunga rispetto alle precedenti, almeno una decina di giorni”
.

La nuova ondata di calore, insisteva per diversi giorni ma, sul finire della seconda decade, una nuova offensiva atlantica generava un fronte temporalesco accompagnato da fenomeni di forte intensità su Alpi e Prealpi, e una deciso calo termico.

foto che mostra le forti precipitazioni foto che mostra il notevole accumulo precipitativoMolto violento, in particolare, risultava il temporale che nella mattinata del 15 Luglio colpiva Varese e la valle del fiume Olona; infatti, in sole due ore i millimetri di pioggia risultavano 155, un accumulo precipitativo che normalmente si registra nell’intero mese di luglio.
(ecco alcune foto dell’evento).

Ovviamente – diceva E. Buonaguidi - se facciamo il paragone con la stagione estiva di 30 anni fa,  sicuramente registriamo valori più elevati.  A suo tempo era l'alta pressione delle Azzorre a regalarci una bella stagione estiva con temperature massime che difficilmente superavano i 31°. negli ultimi 10 anni è l'alta pressione sub tropicale ad affermarsi nel Mediterraneo, ma se escludiamo il famoso 2003 non abbiamo registrato valori da "fine del mondo" ed anche quest'anno andremo avanti con il medesimo scenario, fatto di fasi calde ad altrettanti periodi freschi ed instabili”.

immagine meteosat del fronte temporalesco in transito da ovest verso estUlteriori fenomeni di forte intensità si verificavano nella giornata di venerdì 17 luglio per il passaggio, da ovest verso est, di una saccatura fredda atlantica con annesso un fronte temporalesco, che riusciva nell'intento di dare, seppur temporaneamente, uno scossone alla zona anticiclonica sulle nostre regioni settentrionali.  Infatti, la giornata di venerdì si apriva con l'arrivo in quota di aria fresca che andava a scontrarsi con l'aria calda e ricca di umidità al suolo, spinta verso nord dall’anticiclone tropicale. Da questo scontro si originavano imponenti cellule temporalesche che localmente producevano fenomeni di forte intensità in trasferimento dalle Alpi alle zone di pianura dell'Italia settentrionale (con nubifragi e grandinate dall’alto Piemonte, alle Prealpi Lombarde e Trentino, senza escludere i grandi centri urbani). Seguiva un deciso calo termico (7-8°C) che rinfrescava il nord e in modo più blando il centro, mentre il sud risentiva solo marginalmente della diminuzione delle temperature.

cartina cromatica che mostra l'espansione verso nord dell'anticiclone nord africanoDopo la rinfrescata prodotta dal fronte temporalesco, l’alta pressione nord africana tornava ad espandersi sul bacino del Mediterraneo, originando la quarta ondata di calore della stagione che si dimostrava ben più pesante delle precedenti. Infatti, le regioni maggiormente interessate (Sardegna, Calabria, Puglia e Sicilia) registravano temperature da record, fino a 45°C.
Andava leggermente meglio al nord, dove il soffio caldo arrivava più attenuato, ma su gran parte della Pianura Padana, causa l’elevato tasso di umidità, si rendeva pesante il fenomeno dell’afa, così come nei grandi centri urbani.

La nuova fase calda si protraeva per diversi giorni e, solo sul finire del mese, irrompeva da nord un flusso di aria fresca atlantica che mitigava in parte la grande calura e la forte arsura che aveva alimentato violenti ed estesi incendi in Sardegna, Sicilia e Spagna con ingenti danni e alcuni decessi. 

Siamo nel periodo più caldo dell'anno, - scriveva E. Buonaguidi - da sempre la seconda quindicina di luglio è stata caratterizzata da temperature elevate, tuttavia quello che ci aspetta a breve rappresenta un vero e proprio assalto da parte dell'anticiclone nord Africano alla nostra penisola, segnatamente sulle regioni centro meridionali”.

Sul finire della terza decade, le regioni alpine e prealpine erano interessate marginalmente da deboli afflussi di aria fresca con conseguente sviluppo di cellule temporalesche e brevi rovesci.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media 1984 - 2008 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
12 17 2 55,1 54,3 -0,8% 105,0 103,3 113,1 10 6,0 +4,0
LUGLIO '09 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2008 al 31.07.2009 = +400,9 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1984 diff. max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
24,24 23,88 +0,36 34,2 16 37,0 2006 12,6 18 8,5 2000


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