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Statistiche meteorologiche 2008 : NOVEMBRE

Dopo aver sonnecchiato a lungo, con la fine di Ottobre e i primi giorni di Novembre, l'autunno irrompeva nel bacino del Mediterraneo col suo prezioso contributo di precipitazioni. Si assisteva, infatti, ad un drastico cambiamento: l'anticiclone che aveva dominato incontrastato per gran parte del mese precedente, veniva spazzato via dalla discesa verso sud di una consistente massa d'aria fredda, che originava una profonda depressione sulla Penisola Iberica con richiamo di correnti umide da sud ovest verso la catena alpina.

immagine meteosat che mostra un vortice ciclonico sul Golfo di GenovaIn particolare, nella giornata del 4 novembre la struttura depressionaria assumeva i connotati di un ciclone tropicale e generava una fase acuta di maltempo; infatti, intense correnti sciroccali, davano luogo a forti mareggiate e nubifragi lungo le coste liguri e tirreniche, violenti fenomeni temporaleschi con grandine e abbondanti precipitazioni sulle regioni centro settentrionali, con esondazione di numerosi torrenti e tracimazione del Verbano in alcuni punti della costa Lombarda.

immagine del radar che mostra la linea temporalesca del 5 novembre (Il radar mostra la striscia dei forti temporali nella serata del giorno 5, con grandine su Genova, Asti, Novara, Legnano. Attività elettrica intensa per lo scontro tra aria più fredda in discesa dal bordo occidentale della depressione e l'aria più calda convogliata da sud).
"In autunno ed inverno - scriveva il meteorologo E. Buonaguidi - l'arrivo dei temporali non è un fatto inusuale, in particolare nelle regioni delle medie latitudini, e dove si realizzano marcati contrasti tra aria umida e mite e quella più fredda. In particolare, le cellule temporalesche della serata di mercoledì al nord, si sono originati perchè l'aria fredda giunta a nord dal bordo occidentale della depressione è andata ad interferire con l'aria temperata presente al suolo. Il fronte freddo scalza via l'aria calda ed umida preesistente che, costretta a salire rapida in quota, si condensa dando origine alla formazione di nubi cumuliformi".

Nel suo lento movimento verso est, la depressione assicurava copiose precipitazioni anche a gran parte delle regioni centrali e in minor misura a quelle meridionali.
Le temperature registravano una lieve diminuzione al centro nord, ma restavano di qualche grado sopra la media al sud.

"Autunno, finalmente protagonista, - diceva il meteorologo E. Buonaguidi - con il suo bel carico di precipitazioni, purtroppo talora causa di allagamenti, ma senz'altro linfa vitale per le nostre terre e per i nostri ghiacciai”.

Seguiva un fine settimana di tregua con cielo limpido e soleggiato, grazie allo spostamento verso levante dell'area ciclonica e l'estensione verso l'Europa centrale di un cuneo dell'alta pressione delle Azzorre. Col rasserenamento notturno le temperature minime subivano una brusca diminuzione, ma tenevano le massime.

cartina cromatica che mostra il fronte freddo di origine artica che scende verso l'Europa centraleLa figura anticiclonica, però, si dimostrava poco consistente; infatti, nel corso della settimana successiva giungeva sull'Europa un nuovo fronte atlantico che apportava ulteriori precipitazioni al centro nord; successivamente, con la discesa di aria fredda lungo il bordo orientale dell'anticiclone si attivava un vortice ciclonico sul Tirreno che assicurava piogge diffuse su gran parte delle regioni italiane, con buoni accumuli nevosi sulle Alpi oltre i 1500 metri.

Nel fine settimana il maltempo insisteva al centro sud, mentre il nord godeva di ampie schiarite. Alla fase di maltempo si accompagnava una generale diminuzione delle temperature.

cartina isobarica che mostra la saccatura di origine artica in discesa verso l'Europa centraleimmagine meteosat che mostra la discesa di un fronte freddo verso l'Europa centraleTale fenomeno si accentuava nella settimana successiva; infatti, il rallentamento della "corrente a getto polare" e l'estensione verso nord dell'anticiclone delle Azzorre, favoriva la discesa di una colata fredda di aria Artica, con direzione nord-sud. Il fiume di aria gelida andava a colpire pesantemente i Balcani, ma interessava i versanti adriatici e le regioni meridionali con bufere di neve sulle zone di confine, marcato maltempo al centro sud, nevicate lungo la dorsale appenninica, a quote collinari e prossime al suolo sulle regioni interne di Marche, Abruzzo e Molise e una generale e decisa diminuzione delle temperature.

Dopo gli intensi venti di Foehn, che per una paio di giorni spazzavano la Pianura Padana, con l'inizio dell'ultima settimana, le temperature subivano un tracollo, con le minime che scendevano abbondantemente sotto lo zero, mentre le massime stentavano a raggiungere i 10°C.

"Siamo ormai prossimi alla prima ondata fredda della stagione invernale, - diceva il meteorologo E. Buonaguidi - sarà una partenza invernale con i fiocchi, sia perché avremo le prime nevicate a quote prossime la pianura al centro sud, sia perché l'Inverno farà il suo ingresso in Italia, come nel resto dell'Europa centrale ed orientale in grande stile come non succedeva da anni, un vero e proprio ingresso trionfale".

cartina cromatica che mostra la discesa di aria artica verso la Penisola IbericaNei giorni seguenti, scendeva da nord verso il Golfo di Biscaglia un secondo nucleo freddo che attivava una circolazione depressionaria sul Mediterraneo. Il richiamo di aria umida dai quadranti meridionali, originava le prime nevicate che imbiancavano le regioni settentrionali, mentre violenti mareggiate colpivano le coste liguri e tirreniche.
Nei giorni seguenti il fronte perturbato si muoveva verso est assicurando piogge diffuse anche al centro-sud.

Sul finire del mese si assisteva ad una nuova colata fredda che, scendendo fin verso lo stretto di Gibilterra, attivava una depressione che risaliva dal nord Africa. Intensi venti sciroccali cominciavano a spirare dai quadranti meridionali e col loro carico di umidità, assicuravano abbondanti precipitazioni su tutto il centro nord e copiose nevicate poco al di sopra dei 500 metri.


Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Nebbia
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 diff. cm mese media dal 1980 diff.
8 10 12 25,9% 34,9% -9% 263,6 151,2 +74% 3 7,8 -4,8
NOVEMBRE '08 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2007 al 30.11.2008 = -285,3 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1984 diff. max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
7,45 7,04 +0,41 21,4 17 22,0 2001 - 5,2 26 -7,6 1998

La stagione autunnale è risultata abbastanza mite, con un incremento di 0,21°C della temperatura media, mentre le precipitazioni si sono concentrate nel mese di Novembre che, nell'ultima decade, ha fatto registrare un clima prettamente invernale con abbondanti nevicate in montagna e alcuni centimetri di coltre bianca anche in pianura.



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