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Statistiche meteorologiche 2007 : SETTEMBRE

Nel corso della prima settimana di Settembre la nostra Penisola era interessata da un vortice freddo proveniente direttamente dall'Artico, una circolazione di stampo autunnale, artefice di un drastico cambiamento. Dalla piena estate si passava ad una situazione quasi invernale, con venti di bora, neve su Alpi (1600m) ed Appennino abruzzese, oltre ad una netta diminuzione delle temperature, con valori inferiori alla media del periodo (6,7°C la minima del giorno 5).

cartina cromatica con discesa di aria artica
mappa delle temperature
area ciclonica in transito verso i Balcani
Mentre l'area sub-alpina e i versanti occidentali erano raggiunti da intense raffiche di Foehn, il settore orientale e il centro-sud erano interessati da mareggiate e rovesci di forte intensità.
cartina anticiclonica con isobare

La circolazione ciclonica persisteva per alcuni giorni, fino a colmamento; infatti, sul finire della prima decade l'anticiclone delle Azzorre si estendeva su tutta l'Europa centrale assicurando per le due settimane successive tempo stabile e soleggiato (un clima definito “tardo estivo”), con temperature in graduale aumento anche se contenute nella media del periodo.

Nel frattempo, continuava l'emergenza siccità al centro-sud come al nord (settore occidentale, in particolare); infatti, le significative precipitazioni di Agosto non erano state sufficienti a colmare il notevole disavanzo idrico pluriennale e la speranza era riposta in una profonda circolazione depressionaria proveniente da ovest, unica assicuratrice di copiose piogge.

Una speranza che ciò si avverasse, era stata individuata dai modelli matematici per la fine della seconda decade “…il traguardo da tener ben presente riporta la data del 19 settembre, - diceva il meteorologo E. Buonaguidi - giorno in cui una depressione atlantica, in arrivo da ovest, sembrerebbe in grado di spingere verso l'Italia una perturbazione, capace di favorire l'arrivo di precipitazioni su larga scala. Avete capito bene, una depressione in arrivo da ovest, una vera manna per la nostra Penisola, una circolazione che ormai appartiene al passato. Tutti sappiamo che negli anni '60 e '70, erano le grandi depressioni atlantiche in movimento da ovest verso est, a regalarci abbondanti precipitazioni in autunno, copiose nevicate in inverno, anche in pianura Padana, ed ulteriori e preziose precipitazioni in primavera. Anni in cui, tutto era al suo posto, l'anticiclone delle Azzorre era in pieno atlantico durante la stagione invernale, permettendo in tal modo alle depressioni di giungere da ovest, l'anticiclone Russo Siberiano ad est. Stesso discorso durante la stagione estiva, periodo in cui era sempre il nostro “amico" azzorriano a regalarci l'invidiata estate Mediterranea, con tempo stabile, e temperature sopportabili. Negli anni a seguire, vuoi per l'inquinamento, vuoi per l'effetto serra, (probabilmente una risposta sicura non l'avremo mai), lo scacchiere meteorologico è andato modificandosi. L'alta pressione delle Azzorre, gradualmente ma inesorabilmente ha abbandonato il Mediterraneo, a favore dell'alta pressione nord africana, l'alta pressione Russa, quasi scomparsa. In tal modo la circolazione ha preso la direttiva nord sud e nord orientale, impedendo in tal modo abbondanti precipitazioni in autunno ed inverno, e caldi estati torride”.

cartina cromatica che evidenzia l'anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo
Purtroppo, le previsioni andavano deluse: e la discesa di aria artica si traduceva in venti di Foehn per il centro-nord e alcuni fenomeni piovosi lungo le zone appenniniche di Umbria, Lazio, Umbria e Abruzzo e la costa adriatica centro-meridionale. L'anticiclone azzorriano riconquistava abbastanza velocemente l'Europa centrale riportando tempo stabile e soleggiato.

La situazione cambiava decisamente con l’equinozio di autunno; infatti, la migrazione verso le Isole Britanniche dell’anticiclone delle Azzorre, favoriva una nuova discesa di aria fredda, attraverso la valle del Rodano, verso il Mediterraneo. Essa attivava una circolazione depressionaria a tutte le quote sul Golfo Ligure e assicurava copiose precipitazioni (100 mm/mq), un deciso calo termico (-6,68°C rispetto alla media il giorno 27/9) e neve a quota 1500/1300 metri.

vortice freddo in discesa verso il Mediterraneo dalla valle del Rodano
cartina cromatica delle precipitazioni
area ciclonica sull'Italia






Come accade da alcuni anni, alcuni fenomeni risultavano di forte intensità e creavano situazioni di disagio e di pericolo; in particolare, l'Arpav, l'Agenzia regionale per l'Ambiente registrava tra le 7 e le 8 del giorno 26, 145 mm di pioggia tra Mestre e Venezia, un dato record, mai registrato prima nello stesso periodo dell'anno.

Nei giorni seguenti il vortice migrava verso Nord con attenuazione dei fenomeni e schiarite a partire dalle regioni settentrionali e nell'ultimo fine settimana di Settembre la nostra Penisola si veniva a trovare in un campo di relative alte pressioni, protetta da un debole promontorio anticiclonico di origine nord africano.



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media 17 anni diff. mm mese media 24 anni diff. n. eventi mese media 20 anni diff.
20 6 4 55,1 45,0 +10,1% 124,3 179,8 -31% 1 3,5 -2,5
SETTEMBRE '07 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2006 al 30.09.2007 = -105,6 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media 24 anni diff. max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
18,5 18,2 +0,33 31,0 7 31,8 2004 7,0 5 2,5 1995


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